Amara, il pioniere degli amari artigianali che valorizza l’arancia rossa siciliana

Amara, il pioniere degli amari artigianali che valorizza l’arancia rossa siciliana

L’amaro Amara nasce da un’idea di Edoardo Strano, che nel 2014 riceve in eredità 80 ettari di terreno dal nonno, produttore e commerciante di arance. Si tratta di un vero e proprio tesoro di terra nera vulcanica, fertilissima, interamente coltivata ad agrumi, che si trova ai piedi dell’Etna. Forte di questo patrimonio, Strano si interroga su come sia possibile rilanciare l’arancia rossa di Sicilia in un mercato che cambia ed evolve di continuo, pensando infine a un prodotto che sia insieme innovativo e contemporaneo, in grado di reinterpretare i sapori e i profumi autentici di un territorio. Il 2014 è un anno favorevole in questo senso, anche perché il mondo della mixology sta iniziando proprio ora a sperimentare prodotti più originali e di nicchia. 

Amara diventa quindi un vero apripista, salendo alla ribalta come l’unico pioniere degli amari italiani artigianali, nonché il primo a essere esportato in tutto il mondo.

L’essenza è proprio quella delle arance rosse di Sicilia IGP, che nascono soltanto nella piana di Catania, favorite dalle fortunate condizioni pedoclimatiche di un territorio sovrastato dall’Etna – a Muntagna, come viene chiamata in Sicilia. Su questo ricco suolo vulcanico, tra novembre e marzo, brillano baciate dal sole le arance. In quella che è considerata una delle aree agricole più fertili dell’isola i terreni hanno un’origine alluvionale, e le grandi escursioni tecniche tra il giorno e la notte, unite a un clima temperato, favoriscono due fenomeni importantissimi che rendono uniche le arance: innanzitutto queste caratteristiche, combinate con le antocianine, donano il caratteristico colore rosso; in secondo luogo gli sbalzi di temperature favoriscono l’accumulo di polifenoli nelle bucce, alla base del ricco e unico patrimonio di profumi. 

Le arance rosse di Amara vengono prodotte seguendo i ritmi ancestrali della natura: i campi sono irrigati con un antico sistema idrico ‘a goccia’ che permette un notevole risparmio di acqua, e la cura degli alberi avviene tramite pratiche agronomiche sostenibili che seguono il ritmo delle stagioni, rigorosamente senza utilizzo di prodotti chimici. Un merito di Amara sta anche nell’aver ridato valore ad arance di diverse qualità: Tarocco Giallo, Tarocco Nocellare e Meli sono alla base dell’universo aromatico di questo amaro, l’unico al mondo prodotto in una vera azienda agricola. 

Amara è l’unico amaro siciliano ottenuto da un agrume con tracciabilità di filiera e certificato dal Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP. Rispetto del territorio, amore per la propria terra e valorizzazione dei suoi frutti: ecco cosa caratterizza questo amaro. Amara ha scelto di interpretare la sicilianità con pochi ingredienti, tutti naturali e rigorosamente autoctoni: oltre alle scorze di arance rosse di Sicilia IGP sono presenti erbe aromatiche spontanee raccolte ai piedi dell’Etna e acqua proveniente dalle sorgenti vulcaniche. Si tratta insomma di un prodotto artigianale al 100%, garantito da un processo produttivo affidato alla manualità delle persone che conoscono bene il territorio e i suoi frutti, una ricetta segreta che viene custodita gelosamente. 

Le arance migliori vengono selezionate con cura: un unico taglio effettuato a mano permette di separare il frutto dalla buccia, che viene posta in infusione in alcol. Per ottenere una maggiore concentrazione di aromi si utilizza la tecnica dell’infusione multipla messa a punto da Edoardo Strano, che consiste nel cambiare per sette volte le bucce d’arancia in macerazione nello stesso alcol; un processo che si ripete con le erbe aromatiche. In nessuna fase vengono utilizzati aromi o additivi chimici.

Trascorsi sessanta giorni, i due preparati vengono miscelati con la purissima acqua di sorgente etnea, e lasciati riposare nella cantina dell’antica masseria di famiglia, dove la pietra lavica garantisce temperatura e umidità ideali e costanti. Il ciclo di produzione si conclude dopo circa sei mesi; una volta imbottigliato, l’amaro riposa per altri quaranta giorni prima di essere messo in commercio. Anche la bottiglia esprime il tentativo di interpretare il più autentico spirito del territorio: nera come il suolo vulcanico, ha un’etichetta – applicata manualmente - il cui colore rosso ricorda il succo delle arance. Il tocco finale è rappresentato dalla ceralacca rossa, che celebra l’autentica artigianalità siciliana. 

Contrada San Martino, memoria storica della famiglia, è il quartier generale di Amara. Qui il nonno di Edoardo Strano, partendo da un solo ettaro di terra, è riuscito a crescere una famiglia di quattro figli e a diventare un imprenditore agricolo di successo. La sua è una storia di riscatto sociale ed economico capace di raccontare un’intera epoca. Il tessuto imprenditoriale catanese è ricco di storie simili, in cui nobili pigri e latifondisti poco lungimiranti vennero superati dalla voglia di riscatto di uomini e donne di umili origini.  

Oltre agli agrumeti, l’eredità include una grande masseria, simbolo ed esempio di un’agricoltura che ancora oggi segna lo sviluppo sociale ed economico delle nuove generazioni: un luogo dal quale è partita la voglia di riscatto del nonno, e nel quale è nata l’intuizione di Edoardo Strano. Fresco di studi di Economia con una specializzazione in marketing, desideroso di omaggiare la storia di orgoglio siciliano del nonno, Edoardo ha pensato fin da subito a un progetto economico sostenibile nel lungo periodo, costruito per restare in Sicilia, creando opportunità di sviluppo e restituendo valore e identità all’arancia rossa, vero tesoro di quelle terre.

 

Amara conta una ventina di dipendenti tra il liquorificio artigianale e gli aranceti, molti dei quali sono giovani figli o nipoti dei coltivatori già impiegati da oltre due generazioni nell’agrumeto. Alcune famiglie del territorio collaborano infatti da decenni con l’impresa agricola Rossa Sicily, leader nel settore del commercio degli agrumi già dagli anni Cinquanta; un rapporto che continua con Amara. La squadra è capitanata da Ivan Scavo, braccio destro e grande amico di Strano, presente già durante le prime sperimentazioni di Amara ai suoi albori, dieci anni fa.

 

 

 

 

 

 

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