Inizia la programmazione estiva del Teatro Tor Bella Monaca. Il 29 giugno in scena alle ore 17.00, per la regia di Patrizio Cigliano, Stremate sotto la pioggia, con lunedì 29 giugno ore 17 con Giulia Ricciardi, anche autrice Maddalena Emanuela Rizzi e Marina Vitolo e con la partecipazione in voce di Giancarlo Ratti. È la Befana del 2018. Le tre Stremate storiche, Marisa, Mirella ed Elvira sono in vacanza a Vico Equense e proprio nell’albergo di lusso dove sono alloggiate inizia il loro dramma. Piove a dirotto e Marisa ha colpito a morte un cameriere dell’albergo scambiandolo per un terrorista e la vacanza diventa un thriller comico e ricco di suspense. Tra malintesi, scaramucce e complicità Elvira confesserà di essere rimasta incinta attraverso l’inseminazione artificiale, e da questa notizia prenderà corpo tutta la nuova paradossale avventura delle Stremate, popolata da un avvocato che tartaglia, un “morto” chiuso in bagno e l’improvvisa intrusione di uno sceicco arabo. Così i pettegolezzi e le invidie tra donne contribuiranno a rendere la giornata esilarante e imprevedibile. Come sempre le Stremate daranno vita a battibecchi, angherie e confessioni esilaranti e inattese, trasportandoci ancora una volta nel mondo delle donne di oggi, con tutte le loro luci e ombre, ma sempre irresistibilmente comiche. Su tutto questo, l’inconfondibile stile registico di Patrizio Cigliano, caratterizzato come sempre da un ritmo vertiginoso e infinite trovate sceniche e un elegante stile teatrale, con chiari riferimenti alla commedia all’italiana e a Hitchcock, strizzando l’occhio a Woody Allen, Mel Brooks e Totò.
Il 2 e 3 luglio La colomba e l’elefante una visita a casa di Frida Kahlo e Diego Rivera
pièce in un atto di Roberto D’Alessandro e Federico Valdi con Debora Caprioglio. Ci troviamo nella grande casa dipinta di blu, Casa Azul nel quartiere Coyoacán a Città del Messico, il teatro ha lo straordinario potere di trasportarci con l’immaginazione ovunque ci serva di essere, quindi eccoci nella Casa Azul, Frida Kahlo e Diego Rivera hanno vissuto qui insieme per tantissimi anni. I due stanno dando un ricevimento, e Diego accoglie il pubblico in sala come se lo facesse entrare nel salone di casa. Quando tutti gli “ospiti” si saranno accomodati, entrerà Frida. Dopo una breve presentazione e un discorso di benvenuti, la coppia decide di fare il gioco della verità e di rispondere ad una serie di domande fatte dagli ospiti, domande anche molto indiscrete e Frida e Diego risponderanno a quelle domande, litigando, spalleggiandosi, senza mai sottrarsi alla verità.
E così scopriremo che Frida Kahlo e Diego Rivera, soprannominati l’elefante e la colomba per le loro fattezze fisiche (Diego Rivera era corpulento e di grande statura, mentre Frida era minuta e delicata), hanno intrecciato biografie e arte senza risparmiarsi, impastandole a ideali di giustizia, lotte politiche e genio. A far loro da sfondo, come quinta irrinunciabile della loro storia, un Messico attraversato da una delle più grandi rivoluzioni del ‘900.
Corpo Felice è lo spettacolo in scena il 4 e 5 luglio di Dacia Maraini con Federica Di Martino
per la regia di Cinzia Maccagnano. Dacia Maraini adatta per la scena il suo romanzo “Corpo felice”. Ad interpretarlo ci sarà Federica di Martino diretta da Cinzia Maccagnano. L’autrice partendo da esperienze di vita personale, riflette sui temi a lei più cari: i diritti delle donne, la maternità, l’educazione dei giovani. La perdita di un figlio, subita dall’autrice al settimo mese di gravidanza, da dolore permanente, insanabile e difficile da accettare si trasforma in una rinascita, un’occasione per comprendere la vita ed accettarne la sua complessità. Chi scrive, chi parla, è una madre che non ha avuto il tempo e il modo di esserlo. E l’interlocutore è quel suo figlio perduto. Un figlio mai cresciuto. Che cammina verso la maturità abitando solo nell’immaginazione. Tra questa madre e il suo figlio perduto, i giorni teneri e gli scontri feroci, sognati ma vividissimi che i due non hanno vissuto insieme. L’immaginazione si fa più vera della realtà, in un dialogo ininterrotto che racconta cosa significa diventare donne e uomini oggi. È soprattutto agli uomini che parlano queste pagine. Uomini che qui hanno gli occhi di un bambino maschio non ancora diventato un Uomo. Per ricordare a lui e a tutti noi, che solo quando l’amore arriva a illuminare le nostre vite, quello tra i sessi non è più uno scontro, ma l’incontro capace di cambiare le regole del gioco. In questo momento storico in cui la violenza sulle donne è un problema sociale assai lontano dalla sua risoluzione e gli stupri sono sempre più frequenti e violenti, ci sembra importante parlare dell’educazione dei giovani e farlo con le parole di una scrittrice che ha speso tutta la sua vita battendosi per questi temi.
I due corsari, storia musicale di un’amicizia. In scena il 4 e 5 luglio, il testo di Fabio Fantini è diretto da Fabrizio Checcacci. Un breve, ma significativo momento della storia della canzone italiana raccontato da Fabrizio Checcacci e Fabio Fantini, accompagnati da Giacomo Ferrari. I due Corsari… ovvero la storia di un’amicizia tra i giovanissimi Enzo Jannacci e Giorgio Gaber che nel 1958, dopo la collaborazione con Adriano Celentano, decidono di formare un duo canoro. Gaber ha già un contratto con la Dischi Ricordi, ed è appunto per la neonata etichetta milanese che i due andranno a incidere insieme. Il genere preminente dei loro pezzi è il nascente rock’n’roll, tranne qualche eccezione più melodica, come Il cane e la stella. Ciò che accomuna, però, tutte le canzoni del loro repertorio sono i testi, sempre umoristici e a volte antesignani del rock demenziale (ad esempio Una fetta di limone, forse il loro brano più noto, con cui partecipano alla Sei giorni della canzone). Nel 1960 il duo si scioglie, principalmente per l’affermarsi di Gaber come solista, e anche Jannacci intraprende a sua volta la carriera di cantautore, ma la loro amicizia non ne risente. Continueranno a vedersi ma a lavorare a distanza, con qualche sporadica ma bellissima collaborazione come “Aspettando Godot”.
SPETTACOLI ORE 21
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Teatro Tor Bella Monaca - Arena Teatro Tor Bella Monaca Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti raggiungibile con Metro C o Linea Bus 20
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