Proseguono le aperture speciali con visite guidate gratuite, a cura della Sovrintendenza Capitolina, dei siti archeologici restaurati grazie al programma Caput Mundi.
Dopo il successo della prima giornata che ha visto la partecipazione di oltre 500 visitatori al mausoleo di Monte del Grano e al sepolcro di Largo Talamo, continuano gli appuntamenti alla scoperta dei monumenti restituiti alla città grazie agli interventi di restauro e valorizzazione nell’ambito del programma PNRR – Caput Mundi.
“Gli interventi finanziati dal PNRR Caput Mundi ci hanno consentito di restituire alla città un patrimonio storico, archeologico e culturale di grande valore, composto da luoghi che aprono al pubblico per la prima volta o valorizzati attraverso nuovi interventi di restauro e ampliamento dei percorsi di visita – dichiara l’assessore alle Periferie e al PNRR, Pino Battaglia. “Abbiamo lavorato per ridare vita a siti di pregio, restituendo ai cittadini un patrimonio più accessibile e fruibile per tutti”.
“L’apertura dei siti archeologici di Roma Capitale restaurati con il PNRR, iniziata lo scorso 7 giugno, rappresenta una restituzione importante per la città. Non solo per il valore storico e artistico, che si può apprezzare grazie alle visite guidate degli archeologi della Sovrintendenza, ma anche perché restituisce a ogni cittadina e cittadino un pezzo di città riqualificata, di maggior valore, di nuova cittadinanza” – Massimiliano Smeriglio assessore alla Cultura.
Sabato 13 giugno dalle ore 10 alle 13 sarà eccezionalmente visitabile la chiesa di S. Urbano alla Caffarella, affascinante esempio di tempio romano successivamente trasformato in luogo di culto cristiano, impreziosito da straordinari affreschi dell’XI e del XVII secolo. Tra i più antichi emerge l’affresco della cripta che rappresenta la Madonna con Bambino fra Sant’Urbano e San Giovanni Evangelista, risalente al IX-X secolo. L’intervento PNRR ha inoltre consentito di ripristinare la scala di collegamento al cosiddetto Ninfeo di Egeria, realizzato nella prima metà del II secolo d.C. nella roccia, sulla riva sinistra del fiume Almone, a immagine di una grotta.
Domenica 14 giugno doppio appuntamento (entrambi dalle ore 10 alle 13) alla villa romana di Tor de’ Cenci, esempio di residenza suburbana le cui fasi di utilizzo si estendono dal I secolo a.C. al V secolo d.C., e al nuovo settore dell’area archeologica del Circo Massimo, il cui percorso di visita si amplia con una porzione dell’emiciclo del lato sud-orientale, finora poco esplorata.
Il più grande edificio per spettacoli dell’antica Roma è stato oggetto di recenti interventi di scavo che hanno consentito di approfondire la conoscenza delle strutture di età traianea e delle successive fasi di riutilizzo, restituendo nuovi e importanti dati sulla lunga continuità di vita del complesso. Oltre alle strutture originarie, sono emerse pavimentazioni antiche e strutture finora non accessibili, testimonianze di ambienti di epoca tardo antica legati ad abitazioni e ad attività artigianali. Sono state inoltre rinvenute tracce degli edifici che dal XVIII secolo si insediarono sopra le strutture romane, adattando alcune strutture antiche a spazi di servizio, come ad esempio una scala moderna che collegava gli edifici sovrastanti alla galleria romana trasformata in cantina.
Contestualmente sono stati eseguiti importanti interventi di consolidamento e restauro delle murature e delle gallerie. L’area è stata resa accessibile grazie a nuovi percorsi di visita, una scala di collegamento e strumenti multimediali.
Le visite sono gratuite fino all’esaurimento dei posti disponibili, nel rispetto della capienza massima definita per ciascun sito.
