Nel frenetico e affascinante quartiere di Trastevere, cinto tra alte mura, si trova uno scrigno di biodiversità e vitalità. Si tratta dell’Orto Botanico di Roma, un tempo giardino di Palazzo Corsini, dimora della Regina Cristina di Svezia. Oggi, custodito dal Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma, questo gioiello di ben 12 ettari, grazie alla lungimiranza del Direttore Fabio Attorre, è protagonista di una serie di iniziative di ampio respiro internazionale. Oltre ad ospitare, nel 2027, la ventesima European Orchid Conference&Show (EOC), organizzata da Sens Eventi e dall’Associazione Italiana di Orchidologia, dal 19 maggio 2026 sarà la sede di un’importante installazione fotografica: “Uomo natura: equilibri fragili”. Nell’incantevole viale delle palme, tra piante rigogliose e scorci straordinari, saranno esposte le opere, appartenenti a ben 34 fotografi premiati a livello internazionale, che inviteranno a riflettere, con profondità e sensibilità, sulla relazione tra sviluppo umano e sistemi naturali. La mostra, di proprietà della Fondation Prince Albert II de Monaco, promossa e diffusa a livello internazionale, è destinata a toccare le principali capitali europee e a Roma raggiungerà uno dei momenti fondamentali del percorso.
Ad inaugurare l’iniziativa, infatti, il 19 maggio alle ore 16:30, si svolgerà una conferenza dal titolo “Conservazione della biodiversità: tra sfide e opportunità per il futuro” che vedrà protagonisti i principali promotori: la Fondazione Roma Sapienza, l’Orto Botanico di Roma e la Fondazione Principe Alberto II di Monaco Italia. Durante l’incontro sarà illustrato il progetto condiviso che integra dimensione internazionale, ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio ambientale.
La mostra sarà ospitata all’Orto Botanico dal 20 maggio al 30 giugno 2026, in uno dei contesti più suggestivi e simbolici per il dialogo tra uomo e natura.
La mostra, che si propone non solo come un evento espositivo, ma come un percorso culturale in evoluzione, capace di attivare, tappa dopo tappa, una riflessione condivisa sul presente e sul futuro del pianeta, restituisce una narrazione potente e universale delle grandi sfide ambientali contemporanee.
Le opere accompagneranno il visitatore in un percorso che alternerà bellezza e fragilità, evidenziando la sottile linea di equilibrio che lega l’uomo alla natura e mettendo in luce tanto le criticità quanto le possibilità di un futuro sostenibile. In questo dialogo tra arte e realtà, si configura come una piattaforma di riflessione collettiva, in cui l’immagine diventa linguaggio universale per raccontare la biodiversità, denunciarne la perdita e promuovere una rinnovata responsabilità condivisa.
