Roma Elettronica, al via la prima edizione della rassegna di musica elettronica che porta nella Capitale il meglio del panorama internazionale di genere

Roma Elettronica, al via la prima edizione della rassegna di musica elettronica che porta nella Capitale il meglio del panorama internazionale di genere

Prenderà il via il 12 giugno “Roma Elettronica”, prima edizione della nuova rassegna di musica elettronica che porterà nella Città Eterna i migliori esponenti del circuito internazionale di genere, condotti per mano da Neon, promoter internazionale e direttore artistico della manifestazione suddivisa in tre tappe, 12 e 26 giugno con chiusura il 17 luglio. Ad accendersi di divertimento e tanta qualità, sarà la consolle del Ninfeo Village, baluardo dell’intrattenimento in zona Roma sud, dove non a caso è nato il brand municipale Eur District, ispirato ai distretti europei di Berlino, Parigi, Londra, dove la musica elettronica è protagonista assoluta della scena. “Iniziative come questa danno il senso del lavoro che stiamo facendo con Eur District, per portare valore aggiunto al territorio e renderlo meta d’interesse anche per i turisti”, ha commentato Augusto Gregori, vicepresidente del Municipio IX Roma Eur che patrocina l’evento. 

Il programma: 

Si parte venerdì 12 giugno dalla mezzanotte, con Chris Liebing atteso come primo ospite pronto a inaugurare la prima edizione della kermesse. Liebing è uno dei nomi fondativi della techno europea. Produttore, DJ e pensatore del suono, ha costruito in 30 anni una poetica tutta sua, inconfondibile. Aprire Roma Elettronica con lui non è una scelta casuale: è una dichiarazione di identità culturale.

Secondo ospite nella serata di venerdì 26 giugno sarà Beltran, tra le voci più raffinate e ricercate della scena internazionale contemporanea. Un artista che non segue le mode ma le anticipa.

Chiusura in grande stile il 17 luglio con il progetto Now Here by Paco Osuna, con Melanie Ribbe, Sante Sansone e Youniverse. Un format originale concepito da Paco Osuna — produttore e DJ di riferimento assoluto da oltre 20 anni —, come esperienza collettiva e non come una semplice serata. Una proposta artistica che mette insieme generazioni e sensibilità diverse intorno a un’unica visione del suono. 

“C’è un segnale che sta attraversando l’Italia in questo 2026, e viene dall’11 aprile scorso, da una piazza del centro di Genova. Davanti a Palazzo Ducale, in piazza Matteotti, Charlotte De Witte è salita in consolle per un set pomeridiano gratuito organizzato dal Comune. Ottomila persone hanno occupato stabilmente la piazza per tutta la durata del set. Il flusso totale della serata ha superato le ventimila presenze. Le foto e i video della sindaca Silvia Salis sul palco con Charlotte De Witte hanno girato il mondo. Il segnale che è arrivato da piazza Matteotti non è stato solo culturale: è stato anche politico, urbanistico, economico”, riflettono gli organizzatori Gianluca e Loredana D’Ettorre insieme a Paolo Pompei e Neon, che firma il programma artistico sia della rassegna elettronica che delle notti più attese al Ninfeo per tutta l’estate. 

La domanda che Genova ha posto sul tavolo è semplice e dirompente: perché la musica elettronica dovrebbe essere trattata diversamente da qualsiasi altra forma d’arte? Perché un concerto sinfonico all’aperto è cultura istituzionale e un DJ set di livello mondiale – spesso – non è considerato come tale dall’opinione pubblica? La musica elettronica ha una storia, un linguaggio, una comunità, un’estetica e una capacità di aggregazione che non ha nulla da invidiare a nessun altro genere. Per questo è cultura.

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