Castel Romano Designer Outlet chiude il 2025 con risultati solidi e in crescita, confermandosi come uno dei principali poli dello shopping e del turismo nel Centro Italia. Il centro registra quasi 4,5 milioni di visitatori, con un incremento delle presenze, accompagnato da una crescita del fatturato e della spesa media rispetto all’anno precedente.
In un contesto ancora sfidante per il turismo internazionale, questo segmento si conferma un driver strategico delle performance del centro, con una crescita del 10% su base annua, sostenuta in particolare dai flussi long haul. Tra le principali nazionalità si distinguono i mercati dell’Eastern Mediterranean – con la Turchia in forte evidenza – e i Paesi CIS (Armenia, Kazakistan, Azerbaijan e Moldova). Il tax free shopping rappresenta oggi il 20% del fatturato complessivo, a conferma del ruolo chiave del centro all’interno dei flussi turistici internazionali legati a Roma. Sul fronte europeo, i principali Paesi per contributo al fatturato restano Regno Unito, Spagna e Germania, affiancati da un solido bacino di clientela domestica proveniente dal Lazio e dalle regioni limitrofe.
Alla base di questi risultati c’è il modello distintivo di McArthurGlen, che interpreta il Designer Outlet come una destinazione esperienziale: non solo shopping di brand premium e lusso a prezzi vantaggiosi, ma un ecosistema che integra servizi, ristorazione, intrattenimento ed eventi che trasformano la visita in un momento di relazione, benessere e tempo di qualità.
Con l’obiettivo di comprendere in profondità l’evoluzione dei comportamenti di consumo dei propri clienti, McArthurGlen ha avviato nel 2024 l’Osservatorio Moda e Generazioni. Dopo il focus sulla Gen Z, la seconda edizione si concentra sulla fascia 50-65 anni, oggi protagonista di un rapporto con la moda maturo, consapevole e pienamente contemporaneo.
Realizzata in collaborazione con Ipsos Doxa su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 50 e i 65 anni, la ricerca esplora il legame tra moda, identità, lusso e cultura pop, delineando il profilo dei Re-Styler: una generazione che ha saputo reinventare il proprio stile e il proprio ruolo sociale, vivendo la moda come linguaggio personale e spazio di libertà. A completamento dell’analisi, sono state condotte interviste territoriali nelle regioni di riferimento dei Designer Outlet McArthurGlen, di cui 209 in Lazio, per una lettura puntuale delle specificità territoriali.

I Re-Styler rappresentano oggi quasi la metà (46%) dei visitatori italiani dei quattro centri McArthurGlen in Italia e costituiscono la fascia con la spesa media più elevata. Il loro contributo incide per circa il 40% sul valore annuo complessivo, con un peso superiore di 8 punti percentuali rispetto alle altre fasce d’età. Al tempo stesso, svolgono un ruolo chiave nell’orientare le strategie di offerta e di esperienza: per loro, i Designer Outlet non sono solo luoghi di acquisto, ma spazi di socialità, cultura e benessere, veri hub di riferimento.
I risultati dell’Osservatorio sono stati presentati questa mattina nel corso di un incontro stampa moderato dal giornalista e conduttore televisivo Ugo Francica Nava. Enrico Biancato, Centre Manager di Castel Romano Designer Outlet, ha illustrato l’andamento e le performance del Centro, mentre Cristina Liverani, Director Public Affairs di Ipsos Doxa, ha presentato i principali insight della ricerca. Sono inoltre intervenute Benedetta Lignani Marchesani, PR e designer, e Michela Andreozzi, regista e attrice, voci delle consumatrici Re-Styler, insieme a Valentina Tremadio, Store Manager Coach, che ha contribuito con il punto di vista e l’esperienza dei brand.
* Nell’ambito della ricerca, Sono state realizzate 517 interviste CAWI (su panel proprietario) su un campione rappresentativo della popolazione online 50-65 anni. In aggiunta sono state completate 566 interviste in Lombardia/Piemonte, Veneto, Lazio, Campania per garantire campione solido di lettura nelle singole regioni.
Identikit dei Re-Styler nel Lazio
Nel Lazio, la generazione Re-Styler vive la moda come spazio di espressione personale, benessere e connessione culturale. Uomini e donne tra i 50 e i 65 anni interpretano lo stile come un racconto di sé, capace di tenere insieme passato e presente, identità individuale e sguardo sul mondo. È una generazione curiosa, dinamica e solare, che rifiuta gli stereotipi e utilizza la moda come linguaggio quotidiano.
Per i Re-Styler laziali, vestirsi significa prima di tutto esprimere il proprio gusto (57% rispetto al 52% del campione nazionale) e ricercare qualità (52% vs al 44%), ma anche prendersi cura di sé: la moda è percepita come una coccola antistress e come uno strumento per raccontare chi si è e come si cambia nel tempo. Più che in altre regioni, emerge una dimensione narrativa: l’abbigliamento diventa specchio dell’evoluzione personale e racconto visivo della società contemporanea.
Sul fronte dei consumi, il Re-Styler del Lazio si distingue per un approccio attivo e consapevole. È un acquirente assiduo, ma non accumulatore: accanto alla presenza di capi nuovi mai indossati (31% vs 25% del totale), cresce la propensione al decluttering (35%), segno di un rapporto più maturo e selettivo con il guardaroba. Il Lazio è inoltre la regione più ibrida, dove fisico e digitale convivono in equilibrio: l’online è scelto per comodità, convenienza e velocità, mentre il negozio fisico resta centrale come spazio esperienziale.
In questo contesto, il Designer Outlet è percepito non solo come luogo di acquisto conveniente – elemento fortemente distintivo per il 77% degli intervistati – ma come una destinazione capace di offrire esperienze che vanno oltre lo shopping (segnalato dal 40% rispetto al 19% del dato nazionale), tra servizi, eventi e momenti di socialità. Una dimensione che nel Lazio assume un valore particolarmente rilevante rispetto alla media italiana (36% vs 12% del totale).
Anche il concetto di lusso riflette questa sensibilità: non ostentazione, ma eleganza senza tempo, qualità e unicità. Il richiamo al passato è vissuto in modo positivo, come garanzia di autenticità e tradizione, e come occasione per creare connessioni emotive. Coinvolti emotivamente dai richiami rétro (38% vs 34%), i Re-Styler laziali si dichiarano più degli altri “nostalgici in modo positivo” (59% vs 49%). Indossare un capo che racconta una storia diventa così parte integrante dell’esperienza di lusso.
La comunicazione segue la stessa logica di equilibrio. Facebook e Instagram restano centrali, ma il Lazio si distingue anche per una maggiore apertura a TikTok. Allo stesso tempo, i Re-Styler laziali osservano con spirito critico i contenuti digitali dei brand, spesso percepiti come ben realizzati ma ancora poco profondi.
I quattro volti dei Re-Styler
Dalla ricerca emerge chiaramente che non esiste un solo modo di vivere la moda dopo i 50 anni. Al contrario, si delineano quattro profili distinti: i NeoClassici, che vivono la moda come cultura personale; i Social Pop, dinamici e aperti alle contaminazioni contemporanee; gli Etici, guidati da valori di sostenibilità e responsabilità; e i Minimalisti, essenziali e pragmatici, orientati alla funzionalità.
Nel Lazio è particolarmente forte la presenza del profilo Social Pop, mentre risulta meno rilevante l’approccio puramente etico. Nel complesso, il Re-Styler laziale emerge come un consumatore moderno, espressivo e connesso. Vive la moda come narrazione personale, come gioco creativo e come forma di cura. Per i brand rappresenta un interlocutore esigente ma ricco di potenziale: cerca esperienze autentiche, coerenti e capaci di parlare davvero al suo vissuto.
