Un passo storico per il contrasto alla violenza di genere in Italia. La Commissione Giustizia del Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge che introduce per la prima volta la definizione di femminicidio nel Codice Penale. Una decisione che segna, secondo Monica Lucarelli, assessora alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità di Roma Capitale, "un atto di giustizia e responsabilità" e un cambio di passo importante nella lotta alla violenza sulle donne.
"L’introduzione della parola femminicidio è il riconoscimento, finalmente esplicito, di una violenza strutturale che ha un nome, una radice e troppe vittime", ha commentato Lucarelli. A renderlo ancora più significativo è stato il voto unanime e trasversale espresso dalla Commissione, che — secondo l’assessora — restituisce alla politica la sua funzione più alta: quella di rispondere coralmente a un’urgenza sociale che riguarda l’intero Paese.
Lucarelli ha sottolineato come questo risultato sia il frutto di un dialogo costante con le reti antiviolenza, con il mondo della magistratura, con le associazioni e con le operatrici impegnate quotidianamente sul territorio. Non solo il riconoscimento giuridico, ma anche strumenti operativi più efficaci come il rafforzamento della formazione per magistrati, l’estensione delle tutele per gli orfani di femminicidio, l’ampliamento delle intercettazioni e il potenziamento del braccialetto elettronico.
"Ora però la vera sfida è la prevenzione", ha aggiunto Lucarelli, che invita a investire seriamente in educazione affettiva, cultura del rispetto e promozione della parità di genere, a partire dalle scuole, dai luoghi di lavoro e dai contesti familiari. Secondo l’assessora, è fondamentale cambiare il linguaggio, smantellare gli stereotipi e sostenere l’autonomia delle donne per interrompere quel ciclo di violenza che spesso cresce nel silenzio e nella solitudine.
"Roma Capitale continuerà a fare la sua parte", ha concluso Lucarelli, "ma oggi chiediamo che il coraggio dimostrato in Commissione diventi una strategia nazionale di lungo periodo, con investimenti strutturali e politiche coordinate. Perché ogni volta che si rimanda o si sottovaluta, qualcuna rischia di non farcela".