A Prati apre Osteria della Parola: quando la cucina romana diventa poesia

A Prati apre Osteria della Parola: quando la cucina romana diventa poesia

Nel quartiere Prati, a pochi passi da piazza Cavour, Roma accoglie una nuova apertura che unisce gastronomia e narrazione. Si chiama Osteria della Parola ed è il nuovo progetto del gruppo di imprenditori già alla guida di Caligola Osteria Sincera, realtà ormai consolidata della zona. L’indirizzo è in via Ennio Quirino Visconti 52, nel cuore di Prati, e l’idea è chiara fin dall’inizio: trasformare l’osteria in un luogo dove si mangia, si legge e si lascia una traccia.

 

Una storia da assaggiare

Osteria della Parola nasce come osteria contemporanea che mantiene salde le radici nella tradizione italiana e romana, ma sceglie di raccontarla con un linguaggio nuovo. Qui la cucina diventa poesia e il menu si trasforma in racconto: le descrizioni dei piatti assumono la forma di brevi testi arguti o veri e propri componimenti poetici. Non semplici spiegazioni, ma storie da assaggiare prima ancora che da leggere.

 

Il menu: classici romani, pasta fatta in casa e pizza scrocchiarella

In carta convivono i grandi capisaldi della romanità – amatriciana, carbonara, cacio e pepe – accanto a una proposta di pasta fresca e pasta all’uovo interamente fatta in casa. Tra i piatti, il tortello ripieno di ricotta vaccina e tartufo fresco mantecato con burro e Parmigiano 30 mesi e la lasagna con ragù di manzo e polpettine fritte.
I secondi guardano alla cucina di memoria: filetto ai tre burri, polpette al sugo, pollo alla cacciatora, tagliata. Anche i piatti simbolo vengono raccontati con ironia, come la carbonara che nel menu diventa poesia:
“Se dici carbonara dici Roma, mangiala e del romano avrai il diploma”.

La cucina è affidata allo chef Giacomo Meschini, mentre la pizza romana bassa e scrocchiarella porta la firma del pizzaiolo Matteo Forcella, cotta in forno Valoriani. La pizza è pensata anche in chiave conviviale, da condividere in apertura di pasto, insieme a supplì classici e fritti rivisitati, come la crocchetta di abbacchio con patate arrosto o il bollito di manzo con julienne di zucchine.

 

Un’osteria che “parla”, anche negli interni

Gli spazi, progettati dall’architetto Michela Massimi, si sviluppano in quattro sale per circa 100 coperti. Lo stile è elegante e sobrio, con colori caldi, tonalità bordeaux, legno e tovagliato bianco. Una parete diventa un vero e proprio “muro di parole”, con piatti appesi su cui compaiono frasi e pensieri realizzati dall’artista Allegra Calligrafia.
In sala, ogni ospite riceve un segnalibro unico: da un lato una parola, un gioco linguistico o una breve poesia – spesso in italiano, con incursioni in romanesco – dall’altro uno spazio bianco su cui scrivere un pensiero personale. Un gesto semplice che rende ogni cliente parte del racconto e dà pieno significato al nome del locale.

 

Vini, birre e convivialità

A completare l’esperienza, una carta dei vini di circa 100 etichette, con una selezione di vini naturali, e una proposta di birre artigianali, anche in versioni speciali realizzate con mosto di Vermentino o Cannonau. Una scelta pensata per dialogare con la cucina e con lo spirito conviviale dell’osteria.

Con Osteria della Parola, Prati si arricchisce così di un nuovo indirizzo che va oltre il semplice ristora nte: un luogo dove il gusto incontra le parole e la tradizione romana si rinnova attraverso il racconto, la poesia e il gioco. 

Info
Via Ennio Quirino Visconti 52, Roma
Aperto a febbraio a cena dal martedì alla domenica e a pranzo la domenica (chiuso il lunedì).
Da marzo aperto a pranzo e cena tutti i giorni.
www.osteriadellaparola.it

P.B.

 

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