Teatro Ambra Jovinelli - Leo Gullotta in Pensaci, Giacomino 14 - 25 novembre 2018

Di Luigi Pirandello  con Liborio Natali, Rita Abela, Federica Bern, Valentina Gristina, Gaia Lo Vecchio, Marco Guglielmi,  Valerio Santi e Sergio Mascherpa. Lettura drammaturgica e regia Fabio Grossi  scena e costumi Angela Gallaro Goracci  musiche Germano Mazzocchetti  luci Umile Vainieri  regista assistente Mimmo Verdesca  voce dei brani cantati Claudia Portale produzione Teatro Stabile di Catania – Compagnia Enfi Teatro

Dal 14 al 25 novembre, al Teatro Ambra Jovinelli, Leo Gullotta sarà l’inimitabile protagonista di Pensaci, Giacomino!, commedia capolavoro di Luigi Pirandello che mette a nudo una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo è sempre pronto ad esibirsi. La regia è affidata a Fabio Grossi.
Con Liborio Natali, Rita Abela, Federica Bern, Valentina Gristina, Gaia Lo Vecchio, Marco Guglielmi, Valerio Santi e Sergio Mascherpa.

"Pensaci, Giacomino" nasce in veste di novella del 1915 per poi avere la sua prima edizione teatrale, in lingua, nel 1917. Tutti i ragionamenti, i luoghi comuni, gli assiomi pirandelliani sono presenti in questa opera. Un testo di condanna, condanna di una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo e sempre pronto ad esibirsi.

La storia racconta di una fanciulla che rimasta incinta del suo giovane fidanzato non sa come poter portare avanti questa gravidanza, il professore Toti pensa di poterla aiutare chiedendola in moglie e potendola poi così autorizzare a vivere della sua pensione il giorno che lui non ci sarà più. Naturalmente la società civile si rivolterà contro questa decisione anche a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo.

Finale pirandelliano pieno di amara speranza, dove il giovane Giacomino prenderà coscienza del suo essere, del suo essere uomo, del suo essere padre e andrà via da quella casa che lo tiene prigioniero, per vivere la sua vita con il figlio e con la giovane madre. Da qui si desume quanto tutto questo possa svolgere il pensiero pirandelliano nei confronti di una società che allora era misogina opportunista e becera. Racconta di uno Stato patrigno nei confronti dei propri cittadini soprattutto nei confronti della casta degli insegnanti, sottopagati e bistrattati. Grande bella qualità del premio Nobel di Agrigento nel prevedere il futuro e come raccontava Giovan Battista Vico corsi e ricorsi storici, cioè nulla cambia nulla si trasforma: ancora oggi si veste dei soliti cenci, unti e bisunti. Una società quindi letta con la mostruosità di giganti opprimenti presenti determinanti dequalificanti.

Teatro Ambra Jovinelli via Guglielmo Pepe, 43 – Roma -info Promozione Tiziano & Francesca - Chiara dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì tel: 06 88816460


 

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