Teatro Nino Manfredi – La casa di famiglia dal 12 al 24 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Di A. Fornari, V. Sinopoli, A. Maia, T. Fornari
Regia Augusto. Fornari

Compagnia Teatro Golden
Con L. Angeletti, T. Fornari, S. Montedoro, L. Ruocco, R. Mantovani, N. Sferlazza
Quattro fratelli, caratterialmente molto lontani fra loro, ma con una cosa in comune: la casa in cui hanno trascorso la propria infanzia. Cosa succede quando arriva una proposta milionaria per la vendita? Luca Angeletti, Toni Fornari, Simone Montedoro, Laura Ruocco, Noemi Sferlazza e Roberto Mantovani, saranno i protagonisti di questa pièce che mescola ricordi, dissapori e vecchie incomprensioni familiari, con picchi di grande divertimento e altri di vera emozione. Capitanata dalla regia di Augusto Fornari, questa dolce famiglia sarà in scena dal 12 al 24 marzo.

Teatro Nino Manfredi Roma (Ostia Lido) - Via del Pallottini Promozione Info:- Paolo - dalle ore 10.30 -13.00 e dalle ore 17.00 - 20.00 tel 06 56324849

 

Centrale Preneste Teatro – BiancaNera 10 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Prosegue, a Centrale Preneste Teatro, la rassegna per tutta la famiglia Infanzie in gioco 2018/19: domenica 10 Marzo alle ore 16.30 va in scena lo spettacolo BiancaNera di Teatro Evento in arrivo da Modena. Il testo, la coreografia e la regia sono di Maria Ellero, sul palco ci sono Bintou Ouattara e Alice Ruggero.
BiancaNera è uno spettacolo in cui i protagonisti sono due corpi danzanti: uno bianco e uno nero. Due corpi uguali ma molto diversi. Ognuno, infatti, porta con sè anche una lingua, una musica, dei canti diversi. BiancaNera è dunque la storia di un incontro tra odori, sapori, forme, corpi, musiche, canti di due colori differenti, opposti: il bianco e il nero. È la storia di un incontro. Tutto comincia con uno sguardo e finisce con lo stesso sguardo che, però, non sarà mai uguale al primo. Tra il primo e l’ultimo sguardo succede qualcosa di misterioso...
Adatto dai 4 anni. Il costo del biglietto è per tutti di 5 euro.
Per info e prenotazioni: 06 27801063

BiancaNera
Teatro Evento
Testo, coreografia, regia: Maria Ellero
Con: Bintou Ouattara e Alice Ruggero
Musiche: Sergio Altamura, Abdou Mbaye, Tommy Ruggero
Maschere: Sandra Pagliarani
Bambole: Maria Zuntini
Produzione: Ass.Quantobasta/Teatro Evento

Centrale Preneste Teatro Via Alberto da Giussano, 58 - Roma
 

Teatro Vittoria - La gente di Cerami dal 7 al 17 Marzo

  • Scritto da Redazione

Racconti di Vincenzo Cerami
adattati da Aisha Cerami
regia Norma Martelli
con Massimo Wertmuller, Anna Ferruzzo


Una serata in compagnia delle parole di Vincenzo Cerami, anzi in compagnia della “gente” di Cerami. Una presentazione scenica di brevi racconti che si nutre della lucida, spietata e complice poetica del celebre scrittore di Un borghese piccolo piccolo. L’occhio indiscreto dell’autore si ferma a osservare attimi e ritagli di vita quotidiana, e coglie gli uomini nella loro intimità, nel dolore o nel sollievo, nella sorte avversa o nella fortuna e così, per gioco, ne ricostruisce la storia.
Un popolo di piccoli antieroi a cui Anna Ferruzzo e Massimo Wertmuller danno voce con le parole del poeta. Fa da cornice la musica di Nicola Piovani eseguita da Alessio Mancini e Sergio Colicchio.

Teatro Vittoria Piazza di Santa Maria Liberatrice, 10, 00153 Roma
info al 393/0255428 (lun-ven, 10:00-18:00
 

Teatro Vittoria - La stanza magica dal 1 al 5 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

In esclusiva per il carnevale al Teatro Vittoria, Dario Galati, in arte “Dorian”, illusionista esperto nell’elegante arte della manipolazione, presenta “La stanza magica”, uno spettacolo di magia in cui il prestigiatore nella sua caratterizzazione teatrale più classica, in frac e cilindro, alterna numeri musicali di grande impatto visuale e stupore a momenti più distesi e divertenti, in cui il pubblico è parte attiva dello spettacolo.
Dario Galati, Magic Dorian sotto ai riflettori, nasce nella provincia di Lecce e incontra la magia quando per il suo settimo compleanno un lontano parente gli regala la classica scatola magica. Ma, al contrario dei suoi coetanei, Dario continua ad usarla anche dopo l’entusiasmo dei primi giorni, e con dedizione inizia ad occuparsi e interessarsi della magia cercando di emulare da solo prestigiatori come Alexander, Silvan e Aurelio Paviato, i suoi personalissimi eroi. Continua senza stancarsi mai ad ingegnarsi nella particolarissima arte, a cercare libri, a spiare spettacoli e carpire trucchi, così dopo gli studi e i primi spettacoli decide di fare della magia la sua professione, si trasferisce a Milano, in un ambiente pulsante di grandi nomi, inizia a partecipare a concorsi nazionali e workshop, affinando sempre più tecnica e presentazione. Presto dimostra di sapere come dirigere al meglio uno show di illusionismo e suscitare la meraviglia e lo stupore negli spettatori. Oggi vive a Roma e oltre a essere uno dei giovani professionisti italiani più apprezzati in Italia e all’estero, è anche un maestro di magia con molti giovani aspiranti prestigiatori al seguito.
Il gioco di prestigio, per lui, è come una partitura: “Le tecniche sono le note e le diverse note fanno la melodia che l’illusionista esegue secondo la propria sensibilità e le diverse situazioni”.

Teatro Vittoria Piazza di Santa Maria Liberatrice, 10, 00153 Roma
info al 393/0255428 (lun-ven, 10:00-18:00
  

OFF/OFF Theatre - Truman Capote - Questa cosa chiamata Amore dal 15 al 17 marzo

  • Scritto da Redazione

Da venerdì 15 a domenica 17 marzo all'OFF/OFF Theatre si parla d'Amore con Truman Capote - Questa cosa chiamata Amore, spettacolo tratto da e dedicato a Capote, scritto da Massimo Sgorbani e interpretato da Gianluca Ferrato con la regia di Emanuele Gamba, presentato da Florian Metateatro in collaborazione con il Teatro Nazionale della Toscana. Un omaggio ad uno dei più grandi scrittori americani del '900, autore di grandi classici della letteratura come Colazione da Tiffany o A Sangue Freddo, pietre miliari su cui sono poi stati scritti interi romanzi, opere teatrali, film e serie TV, realizzato con le scene di Massimo Troncanetti, i costumi di Elena Bianchini e l'aiuto alla regia di Jonathan Freschi.
"Tutta la letteratura è pettegolezzo". Così Truman Capote liquidava con una delle sue abituali provocazioni anti-letterarie qualsiasi visione sacrale dell'arte e dell'artista. 'Pettegolezzo' inteso come svelamento di ciò che non si sa, indagine sui lati oscuri dell'America, in modo leggero e profondo, snob e vivace come un vodka martini. È il Capote più irriverente, infatti, quello che emerge dal testo, in cui Massimo Sgorbani disegna per Gianluca Ferrato, diretto da Emanuele Gamba, un dandy, un esibizionista, un personaggio pubblico prima ancora che un grande scrittore: l'anticonformista per eccellenza, che può permettersi di parlare con la stessa dissacrante arguzia di Hollywood e della società letteraria newyorkese, di Jackie Kennedy e Marilyn Monroe, di Hemingway e Tennessee Williams, senza mai risparmiare se stesso, i suoi vizi, le sue manie, i suoi successi e fallimenti.
Il suo stile, decadente, ironico e iconoclasta, ha segnato la letteratura degli Stati Uniti. Truman, geniale scrittore, giornalista e drammaturgo, è stato, dopo Hemingway, forse il più grande esempio di autore divenuto protagonista e vittima, dello star system a stelle e strisce. Un predestinato alla scrittura. Inizia a scrivere a otto anni, a diciassette le prime pubblicazioni, a diciannove vince il primo O. Henry Award della sua vita. Il suo stile è già formato, come ammetterà lui stesso negli ultimi anni della sua vita; cambia l'oggetto dei suoi racconti, la materia tra le mani, ma il suo stile è quasi identico a quello della sua giovinezza e si basa tantissimo sul suono e sul ritmo delle parole.

Dopo un'infanzia difficile e con l'aggravante, per l'America dell'epoca, dell'omosessualità, Capote, sotto i lustrini di feste e copertine di riviste, ha saputo raccontare tanto la frizzante società newyorkese quanto il cuore più nero del suo Paese. Il tutto con una lingua costruita alla perfezione, vero elemento distintivo della sua produzione, tanto quanto i temi di cui si è occupato nei suoi libri, da Colazione da Tiffany a Marlon Brando.
Partito dai bassifondi, lavorando come fattorino, Capote ha conosciuto il successo con i racconti, per poi imporsi definitivamente con il romanzo-verità A sangue freddo di cinquanta anni fa (1966), storia del massacro di una famiglia e capostipite di un nuovo tipo di giornalismo letterario. Poi alcol e droga hanno infiacchito il suo talento, a lungo cristallino e unico. Ma trent'anni dopo la sua morte, per cirrosi epatica nell'agosto del 1984, a neppure 60 anni di età, non possiamo che rimpiangere il suo genio e anche la sua candida e disperata voglia di stupire e, probabilmente, di essere apprezzato e amato.

"Quando Dio ti concede un dono, ti consegna anche una frusta; e questa frusta è intesa unicamente per l'autoflagellazione". Se per Capote il suo talento è stato una frusta, per tutti noi è stato solo piacere puro.

OFF/OFF THEATRE
Via Giulia 19 – 20 – 21, Roma / Costo Biglietti: Intero 25€; Ridotto Over65 18€; Ridotto Under35 15€; Gruppi 10€ –Dal Martedì Venerdì h.21,00 - Sabato h.18,00 – Domenica h.17,00
Info e Prenotazioni: +39 06.89239515 -
 

Teatro Vascello di Roma - SHAKESPEARE/SONETTI di Valter Malosti | dal 12 al 17 marzo

  • Scritto da Redazione

Dopo il debutto a Brescia nel marzo 2018 viene presentato ora in tournée nazionale Shakespeare/Sonetti, lo spettacolo firmato e interpretato da Valter Malosti e prodotto da TPE - Teatro Piemonte Europa, Centro Teatrale Bresciano e Teatro di Dioniso.
Non si tratta di una semplice lettura scenica del canzoniere del Bardo. È uno spettacolo innovativo e trasversale, giocato su combinazioni imprevedibili di movimento e parola, in perenne dialogo con la musica e il suono. Una ricerca sul linguaggio poetico di Shakespeare che prende le mosse dalla nuova versione italiana delle poesie, preparata e adattata per la scena da Fabrizio Sinisi e Valter Malosti, con la regia dello stesso Malosti e le coreografie di Michela Lucenti.
In scena, Malosti dà corpo ai caratteri evocati dal testo: un uomo maturo, un giovane e una donna. Con lui (io narrante, poeta e clown-buffone), Michela Lucentiinquietante Dark Lady, Maurizio Camilli nei panni del Poeta rivale, Marcello Spinetta il giovane ragazzo ed Elena Serra la misteriosa S. L’avvolgente e complesso progetto sonoro, firmato dallo stesso Malosti, ingloba celebri canzoni di Domenico Modugno.
Con Shakespeare/Sonetti Valter Malosti conclude nel migliore dei modi la sua trilogia sullo Shakespeare «non teatrale» iniziato con i due poemetti, Venere e Adone e Lo stupro di Lucrezia, riproposti lo scorso settembre per la prima volta insieme nello straordinario sfondo della Sala di Diana alla Reggia di Venaria Reale(To), Patrimonio Unesco.
I 154 Sonetti di Shakespeare sono stati definiti il suo «complesso e segreto romanzo d’amore» e al tempo stesso «la più estrema e dolorosa tra le sue tragedie». Enigma filologico, impenetrabile documento, lettera d’amore a un destinatario sconosciuto, i Sonetti di Shakespeare diventano qui a pieno titolo uno dei testi teatrali shakespeariani. L’ordine dei componimenti viene ricostruito in una nuova lingua e una nuova drammaturgia, un complesso romanzo d’amore con quattro figure e una sola voce: con il Narratore dei Sonetti Shakespeare crea infatti uno dei suoi grandi protagonisti, un personaggio clownesco e sboccato, straziante e disperato, di allucinata modernità. Una fra le più complesse e grandiose opere di poesia dell’età moderna diventa in questo spettacolo un altare sacrificale, un evento di grazia e furore, canto e lamento, beffa e bestemmia, che anticipa i grandi canzonieri d’amore del Novecento, da Auden a Pasolini, da Salinas a Testori.
Patetico e disperato è l’amore che nei Sonetti si racconta, un amore tanto limpido quanto squilibrato, infelice, fuori asse: l’amore di un uomo ormai maturo nei confronti di uno molto più giovane e bello, un vecchio poeta disposto anche a coprirsi di ridicolo, a rendersi buffone agli occhi della gente, pur di esprimere il suo sentimento, affermandolo in un gesto plateale e spudorato: la poesia. Il Narratore fa della sua poesia il suo stesso palcoscenico. Come accade nella tradizione popolare, la parola diventa non solo lo strumento di un dialogo, ma il luogo di una performance: invocazione, elegia, preghiera, lamento, dichiarazione.
SHAKESPEARE/SONETTI
dal 12 al 17 marzo 2019 dal martedì al sabato h.21 – domenica h 18
TEATRO VASCELLO
Via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
Tel. 06.5881021/06.5898031
 

Teatro Brancaccio - Priscilla La Regina del Deserto dal 7 al 31 Marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Di Stephan Elliott e Allan Scott Regia di Simon Phillips
Regia italiana di Matteo Gastaldo
Direzione musicale di Fabio Serri

Torna a grande richiesta "Priscilla La Regina del Deserto” il musical dei record nella travolgente versione con orchestra dal vivo!
Tratto dall'omonimo film cult " Le Avventure di Priscilla La Regina del Deserto" - vincitore di un Premio Oscar e del Grand Prix Du Publique al Festival di Cannes - Priscilla è una travolgente avventura "on the road" di tre amici che, a bordo di un vecchio bus rosa soprannominato Priscilla, partono per un viaggio attraverso il deserto australiano alla ricerca di amore e amicizia, finendo per trovare molto di più di quanto avessero mai immaginato! Un musical sfavillante con oltre 500 magnifici costumi, una sceneggiatura esilarante ed una intramontabile colonna sonora che include 25 strepitosi successi internazionali, tra cui "I Will Survive"; "Finally"; "It's Raining Men" e "Go West".

Teatro Brancaccio Via Merulana, 244, 00185 Roma Info e prenotazioni: Silvia - Elena 0680687232
Orario: lunedi – venerdi ore 10.00/18.00


 

Teatro Studio Uno - “I mille pezzi” dal 14 al 31 marzo

  • Scritto da Redazione

Debutta in prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 14 al 31 marzo “I mille pezzi” spettacolo della compagnia LABit, scritto da Marco Andreoli, in scena Gabriele Linari, Alessandro Porcu, Susanna Valtucci, protagonisti di un racconto esistenziale che come filo conduttore segue il tema della memoria e dell'identità.

In scena la storia di Massimo Cantera, un uomo con una vita serena, un lavoro, un futuro da progettare. Un giorno sua moglie lo lascia. Per sempre. E quello stesso giorno lui esplode, scoppia, si frantuma in mille pezzi, come fosse un vaso caduto a terra.
Così da quel momento nella casa di Cantera, ci vivono tutte e mille le sue parti: “Provi lei a dividere 80 metri quadri per quasi mille individui! Non sappiamo più dove metterci…”

"Con “I mille pezzi”, la drammaturgia di Andreoli completa un lungo e articolato percorso dedicato al tema della memoria; un percorso inaugurato nel 2006 con “Compendio Generale” e poi proseguito, tre anni più tardi, con “Singapore”.
“I mille pezzi” che, dopo “Animali”, segna il secondo incontro tra Andreoli e la compagnia LABit, ruota attorno al tema dell’identità e a quello del dolore; nell’ipotesi che il dolore, comunque sia, non possa non incidere sull’identità.

I tre attori - Gabriele Linari, Alessandro Porcu e Susanna Valtucci - mettono in scena la storia di un uomo spezzato; anzi: spezzettato. Di un uomo che, in qualche modo, cerca di ri-comporsi, di ricostruire se stesso, perseguendo il compimento di una metafora che, col passare del tempo, assume sempre più chiaramente i contorni dell’unica realtà possibile; quella del sé smarrito; quella del sé perduto. Ma in fin dei conti, “I mille pezzi” racconta soprattutto l’idealismo soverchiante proprio di qualsiasi memoria che sia connessa all’abbandono.
Cercare cause, riconoscere errori, distribuire colpe, esaltare ogni perdita (come se il passato trattenesse in sé il senso di ogni cosa, di ogni oggetto, di ogni parola): questi, in fondo, sono i processi che seguono ognuno di quegli addii che determinano l’esistenza, come fossero spartiacque tra la vita che è stata e la vita che resta.

La compagnia LABit, protagonista della scena off romana, si occupa da sempre sia di produzione che di formazione, anche e soprattutto rivolta alle nuove generazioni, con corsi di teatro in diversi istituti scolastici. Ha affrontato, nei numerosi spettacoli andati in scena dal 2002, sia grandi classici (Shakespeare, Eschilo, Euripide) sia autori significativi del '900: Ennio Flaiano (cui ha dedicato una targa commemorativa in collaborazione con il Municipio III del comune di Roma, presso l' abitazione a Via Montecristo), Franz Kafka ("Lettera al padre" diretto e interpretato da Gabriele Linari, divenuto un vero "caso" della scena romana) e Ettore Petrolini ("Ho morto Petrolini!", altro monologo di grande successo). Ha inoltre collaborato con diversi drammaturghi contemporanei tra cui Marco Andreoli, appunto, e Fabio Massimo Franceschelli.


“I mille pezzi” 14-31 marzo | Sala Teatro
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI info: 3494356219- 3298027943
 

Teatro Ghione - Se questo e’ un uomo dal 5 al 10 Marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Il Teatro Ghione di Roma, presenta,da martedi 5 a domenica 10 marzo 2019, SE QUESTO E’ UN UOMO,di Primo Levi,con:Daniele Salvo, Martino Duane, Simone Ciampi,reading a cura di Daniele Salvo .Tra il 1940 e il 1945 alcuni uomini sparirono improvvisamente nel gorgo della Storia. Erano uomini comuni, di razze, lingue, provenienze diverse.Uomini che da un giorno all’altro, senza alcuna avvertenza, vennero gettati violentemente nella realtà allucinante di Auschwitz, Birkenau, Mauthausen,Buchenwald e di molti altri Lager nazisti, nel cuore di quella che oggi è la moderna Europa. Di loro non restò nulla, di molti non si seppe più nulla.Cosa significa oggi, 70 anni dopo, affrontare ancora una volta lo sterminio nazista ed interrogarsi sui motivi e sulle ragioni storiche che portarono l’umanità al periodo più buio della sua storia? Quegli uomini morirono per noi, per assicurarci un futuro possibile, una speranza di civiltà. Noi oggi, frivoli abitatori del nostro tempo, noi, convinti che la LIBERTA’ sia qualcosa di certo o scontato, abbiamo una immensa responsabilità, dobbiamo assolutamente mantenere una promessa scritta con il sacrificio e il sangue.Con la distanza del tempo non dobbiamo, non possiamo dimenticare e ci permettiamo di entrare nella stanza di Levi, in punta di piedi e con estrema attenzione e profondo rispetto, tentando di restituire alle sue memorie
l’inaudita umanità e la straordinaria forza della sua voce perduta. Voce sincera e potente che ci porta direttamente ed inavvertitamente nel cuore del Novecento, al centro del petto di chi è stato offeso ed umiliato. (Daniele Salvo)


Orario spettacoli ore 21,00
Domenica ore 17,00
Teatro Ghione,via delle Fornaci,37,Roma
Info:06 6372294
 

Teatro Agora’ - E lo dice lei... tutto a posto dal 7 al 17 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Dal 7 al 17 marzo al Teatro Agorà sarà in scena la commedia scritta a quattro mani da Stefano Scaramuzzino e Dario Biancone, Se lo dice lei… tutto a posto.
Protagonisti sul palco saranno lo stesso Stefano Scaramuzzino con Barbara Russo, Claudio Scaramuzzino e Licia Amendola, diretti da Enrico Maria Falconi.

Carlo, un cinquantenne single, vive in un appartamento regolato da sistemi domotici. Deluso da una relazione d'amore, ha deciso di non avere più rapporti con le donne. La sua vita procede monotona e solitaria. Unico interlocutore è Siri, un robot che ha l'aspetto di una governante che gli organizza la vita. L’equilibrio della sua vita si interrompe quando inaspettatamente gli telefona Marco, suo fratello. I due non si vedono da anni. Marco vive da anni negli Stati Uniti e torna in Italia perché deve dare una notizia importante al fratello, nonché fare un’ambasciata da parte della madre, con cui Carlo ha litigato.
L'imminente arrivo del fratello getta Carlo nel panico… egli, infatti, si vergogna a far conoscere il fallimento della sua vita privata a suo fratello.
Su suggerimento di Siri, ricorre a una escort e la presenta come sua moglie. Conosce così Jessica, una ragazza molto carina, che, però, è anche molto particolare. Spesso senza filtri, Jessica parla spesso senza considerare le conseguenze.
Tutta questa situazione comporterà una serie di incidenti che caratterizzeranno tutto lo spettacolo e che coinvolgeranno anche Marco. Una commedia divertente che alla fine metterà in luce la vera dimensione di tutti i personaggi e porterà Carlo a trovare proprio in Jessica un amore insperato.

SE LO DICE LEI... TUTTO A POSTO
Di Stefano Scaramuzzino e Dario Biancone
Regia Enrico Maria Falconi
con Barbara Russo, Claudio e Stefano Scaramuzzino, Licia Amendola
Scenografie e Costumi Evelin Pettigli
Fonica e Luci Luca Bertolo
Fotografa di scena Loredana Pensa

DAL 7 AL 17 MARZO 2019
Dal giovedì al sabato ore 21 domenica ore 18
Biglietti: Intero 18€ - Ridotto 12€

TEATRO AGORA’
Via della Penitenza 33 Roma
 

Teatro Marconi - Mangia come parli 14 e 15 Marzo

  • Scritto da Redazione

Di e con Fabrizio Gaetani regia Fabrizio Giannini


Torna sul palco del Teatro Marconi Fabrizio Gaetani questa volta con un one man show. MANGIA COME PARLI – UNO SPETTACOLO SENZA GRASSI IDROGENATII è il titolo del nuovo spettacolo del comico romano, diretto da Fabrizio Giannini, in scena il 14 e 15 marzo

Cibo è cultura, è aggregazione è amore! Ma noi Italiani siamo andati oltre, per noi è l'undicesimo comandamento, un chiodo fisso. L'Italia è l'unico Paese in cui mentre si mangia, si parla di mangiare. Da noi puoi indovinare il giorno della settimana in base al piatto che stai mangiando: Gnocchi? E' Giovedì. Pesce? E' Venerdì?
Minestrina? Sta male qualcuno.

Fabrizio Gaetani ripercorre i suoi primi 40 anni culinari ed affronta con ironia e intuizioni personali le tendenze legate al cibo che stiamo vivendo e che abbiamo vissuto.
Che piatto andava di moda negli anni '80? E negli anni '90? Il pollo coi peperoni è ancora il pranzo di ferragosto? Nel futuro mangeremo veramente insetti?

Mangia come parli è uno spettacolo comico-culinario, un viaggio alla ricerca dell'essenza,
in un momento di grande confusione gastronomica!

INFO:
TEATRO MARCONI
viale Guglielmo Marconi 698e
14 e 15 marzo ore 21
tel 06594355
 

Teatro Ciak - Hotel Supramonte omaggio a Fabrizio De Andre’ Vent’anni senza il Faber martedì 12 marzo

  • Scritto da Redazione

Un appuntamento da non perdere al Teatro Ciak di Roma con la grande musica d’autore. A vent’anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, martedì 12 marzo gli Hotel Supramonte, band riconosciuta dalla Fondazione De Andrè, saranno protagonisti di una serata speciale dedicata all’indimenticabile Faber.

Parole e note che faranno rivivere il cantautore e la sua poetica attraverso la voce del cantante Luca Cionco, accompagnato da un'intera band di musicisti professionisti: Edoardo Fabbretti alla batteria e percussioni; Glauco Fantini al basso; Antonello Pacioni per chitarra, bouzouki e mandolino; Massimiliano Pioppi al pianoforte e tastiere; Serena di Meo al violino, Alessandro Famiani alla fisarmonica e Simone Temporali (Tastiere Moog, Flauto).

Gli Hotel Supramonte nascono nel 2013, e si vanno progressivamente affermando come una delle formazioni più accreditate nella diffusione della musica di Faber, anche per le tantissime esibizioni che si susseguono a ritmi vorticosi. La band infatti, dopo aver calcato i palchi delle province di Viterbo, Terni, Perugia, Roma e Grosseto, con la collaborazione di AR Spettacoli, intraprende la strada dei teatri, luogo elettivo per il Faber, dove il gruppo riesce sempre a creare un’atmosfera surreale, tanto dimostrano le lacrime di commozione degli spettatori, talvolta increduli.

Da sottolineare, nell’estate 2017, il concerto tenuto nell’ambito di Caffeina, quando gli Hotel si esibiscono in piazza San Lorenzo con la partecipazione straordinaria di Neri Marcorè per oltre metà concerto, di fronte ad una piazza gremita e silenziosa, con oltre duemilacinquecento paganti.

TEATRO CIAK
Via Cassia, 692
00189 Roma
Per info e prenotazioni 06.33249268

 

Teatro Olimpico - MAURIZIO BATTISTA Papà perché lo hai fatto?! In scena dal 5 al 31 marzo

  • Scritto da Redazione

Gradito ritorno al Teatro Olimpico, dopo un’altra annata di immenso successo, è quello di Maurizio Battista che porterà un nuovo show dal titolo “Papà perché lo hai fatto?”. Uno spettacolo tutto da ridere, accompagnati dalla verve del comico romano che indagherà, con la sua  consueta ironia, il quotidiano vissuto da tutti noi.Maurizio Battista ci guida in un percorso divertente nel quale pone a confronto continuamente i “tempi andati” con i “tempi moderni” per sottolineare vizi e virtù degli uni e degli altri, alla ricerca di quegli aspetti più spassosi e dissacranti, caratteristica questa di tutto il suo umorismo. Ogni uomo durante la propria vita si imbatte in decisioni da prendere e se si percorre un sentiero non se ne può percorrere un altro. Maurizio esplorerà per noi le scelte che ognuno si trova a dover affrontare  rivelandoci gli aspetti più spiritosi che sono davanti ai nostri occhi, ma che grazie alla guida arguta del comico scoprono il loro lato più ridicolo.

Scrivere una sinossi con un anno di anticipo per un mio spettacolo è una missione impossibile, sarebbe difficile anche mesi prima, forse anche tre giorni prima, pensate 12 mesi! marzo 2019 sembra così lontano…Parlerò, come in tutti i miei spettacoli di me, di noi e del quotidiano, di certo ci sarà da divertirsi.

Grazie a tutti  Maurizio Battista

TEATRO OLIMPICO Piazza Gentile da Fabriano, 17 00196 Roma
info. Alessia Tel.  06.32.65.99.16 orari ( lunedì- venerdì 10.00-18.00)

 

Teatro Roma - Eravamo 3 amici al bar dal 12 al 24 Marzo

  • Scritto da Redazione

Scritto e diretto da Mario Scaletta Con Gianfranco D’Angelo, Sergio Vastano e Tonino Scala

Il bar, da sempre luogo d’incontro e crocevia di storie di vita. Tre amici, e un quarto che non arriva. Arriverà mai? Nell’attesa, le classiche chiacchiere da bar: la politica, le donne, la formazione ideale della squadra del cuore. Una carrellata sui vizi e le virtù degli italiani visti con occhio ironico, disincantato ma anche indulgente, Uno spettacolo veloce divertente dai ritmi serrati dove racconti ricordi e gag vengono scanditi dai brani musicali dal vivo e seguiti da Tonino Scala e Sergio Vastano, che sono stati la colonna sonora della nostra vita negli ultimi cinquant’anni. Momenti di grande emozione e di grandi risate. Qui il passato si rimpiange, il presente è un po’ così e il futuro…sarà migliore!

Teatro Roma via Umbertide 3 (p.zza S. Maria Ausiliatrice) 00181 Roma info Promozione: tel.06.785.06.26
 

Teatro Nino Manfredi - Via col tempo dall'8 al 10 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Dopo gli applausi al Teatro Marconi di Roma torna in scena Via col tempo, la divertente commedia scritta da Fabrizio Gaetani, Roberto Fei, Fabian Grutt con Fabrizio Gaetani, Fabian Grutt, Valentina Corti, diretti da Felice Della Corte. Sul palco del Teatro Nino Manfredi di Ostia dall'8 al 10 marzo.

Cosa succederebbe se un quarantenne di oggi incontrasse un ventenne degli anni novanta? Due mondi diversi in un esilarante confronto che fa riflettere su come siamo cambiati in questi ultimi vent'anni.
Bloccati in una stanza d'ospedale, fuori dal tempo per un assurdo scherzo del destino, un'infermiera e i loro ricordi sono tutto quello che i protagonisti hanno a disposizione per uscire e ricominciare a vivere.
Tra un "farò" e un "avrei potuto", tra un "se" e un "ma", tra un "videoregistratore" e uno "streaming", di una storia che non smette mai di stupirci.

Teatro Nino Manfredi Roma (Ostia Lido) - Via del Pallottini Promozione Info:- Paolo - dalle ore 10.30 -13.00 e dalle ore 17.00 - 20.00 tel 06 56324849
 

Teatro Quirino - La Governante dal 5 al 17 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Di Vitaliano Brancati con ORNELLA MUTI ENRICO GUARNERI
e con Rosario Minardi Nadia De Luca Rosario Marco Amato Caterina Milicchio Turi Giordano Naike Rivelli
regia Guglielmo Ferro scene Salvo Manciagli costumi Dora Argento

Questa commedia, scritta nel 1952, fu subito censurata. La scusa era quella del tema – allora molto scottante – dell’omosessualità, anche se Brancati sosteneva che la sostanza della vicenda è più la calunnia che l’amore fra le due donne. Ma sullo sfondo di un complesso discorso sull’etica e sulla responsabilità individuale, il testo è pieno di accenti polemici contro l’ipocrisia, i principi della Sicilia baronale e contro la censura stessa. La Governante racconta di Caterina Leher, governante francese assunta in casa Platania, famiglia trapiantata a Roma, il cui patriarca, Leopoldo, ha sacrificato la vita di una figlia, morta suicida, ai pregiudizi della sua morale. Caterina è calvinista e viene considerata da tutti un modello d’integrità. Vive perciò segretamente la propria omosessualità, una «colpa» cui si aggiunge quella di aver attribuito a una giovane cameriera dei Platania le proprie tendenze, causandone il licenziamento. Caterina si sente responsabile della morte della ragazza, coinvolta in un incidente mentre tornava al Sud: un peccato che la governante deciderà di espiare con il suicidio.

TEATRO QUIRINO Via delle Vergini, 7 00187 INFO E PRENOTAZIONI - Ufficio Promozione
Filippa Tel. 06.6783042 int. 2 e int. 3
 

Teatro Eliseo - I giganti della montagna dal 13 al 31 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Gabriele Lavia, dopo Sei personaggi in cerca d’autore e L’uomo dal fiore in bocca... e non solo, chiude la sua personale trilogia pirandelliana con I giganti della montagna, “l’ultimo dei miti, testamento artistico di Luigi Pirandello, il punto più alto e la sintesi di tutta la sua poetica”. La nuova produzione della Fondazione Teatro della Toscana, in coproduzione con il Teatro Stabile di Torino e il Teatro Biondo di Palermo, debutta al Teatro Eliseo dal 13 al 31 marzo.

Una compagnia di teatranti guidata dalla contessa Ilse arriva alla villa detta La Scalogna, dove vive uno “strano” mago che dà loro rifugio: Cotrone, che dice di essersi fatto “turco” per il “fallimento della poesia della cristianità”.

Scrive Gabriele Lavia nelle note di regia: “Ho sempre pensato che i “ragionamenti” così “appassionati” e “freddi” dei personaggi pirandelliani non fossero che delirio, fuoco. Il suo razionale, costante, lucido rovello fosse calor bianco e la sua dialettica, lucida e distaccata, fosse proprio il ronzio di una “mosca impazzita dentro una bottiglia”.
La trasparenza del vetro rende indecifrabile e incomprensibile la “trappola” dentro cui si è infilata.
L’esistenza di questa piccolissima “bestia” non è altro che un inutile volo ronzante e pazzo: una vita priva di senso. “Siamo rimasti nel mistero e senza Dio”.
È noto che Pirandello, giovane studente all’Università di Bonn, alle domande preliminari per l’ammissione, una delle quali era quale fosse la religione professata, rispose: “Ateo”. Il segretario che redigeva la piccola inchiesta sollevò lo sguardo per qualche secondo. Il giovane Pirandello scrisse, poi, alla sorella: “A Bonn, ogni due abitanti, tre sono bigotti.”
Il “mistero senza Dio”, la bottiglia invisibile che intrappola la Mosca Uomo, è l’“oltre”.
L’“oltre” è qualcosa che non può essere colto, ma che ci coglie. Tutta l’opera di Pirandello ruota intorno a questo “mistero” e si protende verso il mistero dell’“oltre”, trappola trasparente, invisibile, ineludibile, incomprensibile dell’uomo.
La trappola è una famosa novella, appunto, di Luigi Pirandello.
L’irrazionale, l’onirico, il misterioso, il teosofico, lo spiritico, proteso (nel suo modo di ateo) al divino, ma in senso “greco”, sono presenti nella sua opera. E sono la “bottiglia” dentro cui “ronza”, fino a estenuarsi, il suo delirante racconto poetico dell’uomo intrappolato.
La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo d’arrestare, di fissare in forme stabili, determinate dentro e fuori di noi, perché noi siamo già forme fissate e la coscienza è una momentanea costruzione di finzioni psichiche oltre le quali c’è un’altra realtà che per noi è inconoscibile: schiavi come siamo della “bestia” che è in noi.
L’“Umorismo”, che il “grande” lo fa “piccolo” (l’uomo è una mosca, la vita è una bottiglia) è, per definizione, quel “sentimento del contrario” che serve per rovesciare e scardinare tutte le certezze e talora infrangere la bottiglia-trappola e trovarsi… “oltre”; magari con “la testa rotta”, ma… “oltre”.
I giganti della montagna è certamente il punto più “alto” di quell’ “oltre”. Oltre l’esistenza sconciata della vita-trappola.
Nella Villa La Scalogna, il cui padrone, non a caso, è il Mago-Cotrone-Pirandello, accadono le magie dell’Arte: straordinari prodigi che non hanno bisogno di mezzi materiali per accadere. Accadono e basta. E “vanno accolti”. Questi eventi sono possibili solo nel mondo dell’”oltre”, della fantasia, della sovra-realtà, ai confini della coscienza, ai margini dell’esistenza, dove finiscono quel gruppo di attori sperduti e disperati (perché senza più un Teatro dove recitare), goffi sacerdoti di un’arte delusa, infelice, incompresa, impoverita com’è diventato il Teatro.
“Tempo e luogo (dice la didascalia) indeterminati, tra la favola e la realtà”.
Ed è in questo “luogo sospeso”... in questo “tempo non misurato… che il Teatro può accadere… nella “finita infinità” che è la solitudine dell’ “anima sola con se stessa”.
Noi sappiamo che Pirandello “sapeva con certezza” di dover morire mentre scriveva i Giganti, il cui titolo iniziale doveva essere I fantasmi.
Al medico che lo visitava aveva domandato, un po’ irritato, (lo era sempre quando non stava bene): “Dottore mi vuol dire che è questo?”. E il dottore gli aveva risposto: “Professore... lei non deve aver paura delle parole…. questo è… morire.”
Pirandello, che stava scrivendo una nuova sceneggiatura del Mattia Pascal, la mette da parte e scrive i Giganti di cui aveva già alcune scene del primo atto.
Alla fine del secondo atto scrive le ultime cinque parole della sua vita e di tutto il Teatro delle maschere nude: “Io ho paura, ho paura...”
È proprio quell’ “Io…” che mi fa pensare che Pirandello sapesse, e con paura, che non avrebbe mai scritto il terzo atto, lasciando I giganti della montagna meravigliosamente compiuti nella perfetta incompiutezza umana.

Durata: 2 ore e 15’ intervallo compreso – 2 atti (1 ora e 10 – 45 minuti)

TEATRO ELISEO
Da mercoledì 13 a domenica 31 marzo 2019

Orario spettacoli:
martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00

Biglietteria tel. 06.83510216 

Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sab 10.00 – 19.00, dom 10 - 16
Via Nazionale 183 – 00184 Roma


 

Salone Margherita – 58 Sfumature di Pino dal 6 al 24 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Uno spettacolo sorprendente in cui Pino Insegno si racconta, non per autocelebrarsi ma per esporre gli aspetti della quotidianità attraverso gli occhi e la voce di un uomo che ha fatto dei film la sua vita e della sua vita un film.
Uno spettacolo esilarante in cui si svela come la realtà si mischi perfettamente alla finzione. Un viaggio tra i più famosi film, gli eccessi della televisione, le confusioni dei mass media raccontato in parallelo alla carriera di uno dei più grandi doppiatori del cinema italiano in tutte le sue sfumature.
Solo al Salone Margherita si vive un’esperienza che oltre allo spettacolo regala la suggestione di trovarsi in uno dei teatri Liberty più belli d’Italia.
Chi acquista un biglietto al Salone Margherita, non acquista solo una poltrona per assistere allo spettacolo. Acquista una esperienza vera e propria. Per qualche ora si viene trasportati in un’altra epoca. E si sogna.
Nell’intervallo vi verrà offerto un primo piatto (compreso nel prezzo del biglietto) e per chi sceglie di cenare nei palchi privati, l’esperienza si carica di fascino con il menù dello chef Giuseppe Sterbini.

Salone Margherita - Info Letizia
dal lunedì al venerdì h 9:00 / 18:00 06.4826296 •

 

Teatro Sala Umberto – Libera nos domine dal 5 al 17 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Con ENZO IACCHETTI
Regia di ALESSANDRO TRESA
Produzione di Mauro Iacchetti e Nito Produzioni

Il nuovo spettacolo di Enzo Iacchetti, esprime il desiderio di comunicare parole e musiche nel puro stile Teatro-Canzone. Iacchetti si stacca dal cabaret per arrivare a maturare considerazioni che lo allontanano da come lo conosciamo in tv. Chi lo ha seguito recentemente in teatro, (IL VIZIETTO, MATTI DA SLEGARE, CHIEDO SCUSA AL SIGNOR GABER) ha già capito la sua voglia di crescere, come autore e come attore. Lo fa con uno spettacolo completamente nuovo, aiutato da effetti speciali coinvolgenti. Solo in scena, Iacchetti è prigioniero dell’attualità e vuole liberarsi dai dubbi che lo affliggono sul PROGRESSO, AMORE, AMICIZIA, EMIGRAZIONE, RELIGIONE offrendoci un’ultima ipotesi di RIVOLUZIONE. Affronta con ironia e provocazione la sua prigionia facendo ridere ma soprattutto emozionare con la rabbiosa delicatezza con cui cerca di salvarsi. Ce la farà o sarà soltanto un grido di speranza?


Teatro Sala Umberto via della Mercede 50 Ufficio Promozione: Davide tel .06.97274066 – 87606075 dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.30

 

Teatro Ambra Jovinelli - Misantropo dal 13 al 24 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Va in scena dal 13 al 24 marzo, al Teatro Ambra Jovinelli, Misantropo, il capolavoro di Molière sempre in equilibrio tra commedia e tragedia, con la regia di Nora Venturini, nell’interpretazione di Giulio Scarpati e Valeria Solarino per raccontarci la storia di uomo innamorato, onesto e sincero in lotta contro la corruzione e l’ipocrisia della società. In scena con i due protagonisti Blas Roca Rey, Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Federica Zacchia, Mauro Lamanna e Matteo Cecchi.

Note di regia
“Il Misantropo è la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama e che alla fine di un’intera giornata non ci è ancora riuscito.”
Le parole con cui Louis Jouvet, grande uomo di teatro, riassumeva il capolavoro di Molière, lette per la prima volta mi fecero sorridere per la loro evidente ironia. In realtà colgono un elemento importante dell’opera, spesso trascurato a favore del tema politico dell’uomo onesto e sincero in lotta contro la corruzione e l’ipocrisia della società. In questo capolavoro sempre in equilibrio tra commedia e tragedia, l’aspetto privato del tormento amoroso è dal punto di vista teatrale altrettanto interessante di quello sociale, perché ne evidenzia il fattore umano e ce lo rende sempre attuale a distanza di secoli. Nella sua urgenza di chiarirsi con Célimène, che gli sfugge e evita il confronto, spazzando via ogni ambiguità, Alceste è un personaggio estremamente moderno, contraddittorio sino al parossismo. Un uomo cerebrale e indignato, una specie di anacoreta per il quale il Bene, l’Etica, sono scelte assolute che non ammettono il minimo compromesso, rivendicate con furore nella scena della litigata con l’amico Filinto, che ho voluto in proscenio, a stretto contatto con il pubblico, quasi un prologo dello spettacolo. Ma Alceste è insieme un uomo profondamente passionale, carnale, un masochista dominato da un desiderio tirannico e insaziabile per una donna che è il suo opposto in tutto, visione del mondo, stile di vita, idea dei rapporti umani. Alceste è un uomo come noi: si indigna per ciò che desidera, soffre nella testa e nella carne, muovendosi in una società dove l’apparenza prevale sui valori. Lo stesso vale per Celimene, signora dei salotti, attorniata dalla sua corte mondana, che non vuole rinunciare a niente, né all’amore esclusivo di Alceste, né al gioco seduttivo con una schiera di pretendenti.
Proprio la loro incompatibilità è la molla che li spinge l’uno verso l’altra.
Tragici e comici insieme, Alceste e Celimene sono nostri contemporanei come coppia sentimentalmente impossibile: non si capiscono ma si amano, si sfuggono ma si cercano, si detestano eppure faticano a separarsi. Sono un uomo e una donna di oggi, con torti e ragioni equamente distribuiti, protervi nel non cedere alle richieste dell’altro, attaccati tenacemente alle proprie scelte di vita, in perenne conflitto tra loro. Alceste e Celimene sono i protagonisti di una commedia amara, in cui non è previsto l’happy end. Attorno a loro si muove un carosello di tipi umani: il politico con velleità da scrittore, i giovani bene, vanesi e modaioli, la dama di carità, ipocrita e bigotta; parodie attualissime dei vizi e dei difetti dell’alta società di ieri, di oggi e di domani.
Nei loro difetti possiamo ritrovarci e riconoscerci; e ne ridiamo, guardandoci allo specchio. E un grande specchio incombe sulla scena, il teatrino- salotto di Celimene, dietro le cui tende intravediamo la compagnia prepararsi per la rappresentazione. Nello spettacolo il mondo contemporaneo irrompe nell’antichità classica, la realtà nella finzione, e lo spettatore può vedere riflessi, nella superficie antica, gli slanci e le idiosincrasie che sperimenta ogni giorno.
Nora Venturini
_______________________________________

Personaggi in o.e. Interpreti
FILINTO BLAS                                   ROCA REY
ALCESTE                                          GIULIO SCARPATI
ORONTE, BASCO, DU BOIS            MATTEO CIRILLO
CELIMENE                                        VALERIA SOLARINO
ELIANTE                                           FEDERICA ZACCHIA
CLITANDRO                                      MATTEO CECCHI
ACASTE                                           MAURO LAMANNA
ARSINOÈ                                         ANNA FERRAIOLI
Teatro Ambra Jovinelli via Guglielmo Pepe, 43 – Roma -info Promozione Tiziano – Francesca e Chiara dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì tel: 06 88816460


 

Centrale Preneste Teatro - Bianca e l’Olimp(ic)o Domenica 3 Marzo 2019 alle ore 16.30

  • Scritto da Redazione

Domenica 3 Marzo alle ore 16.30, a Centrale Preneste Teatro per la rassegna Infanzie in gioco 2018/19, va in scena lo spettacolo Bianca e l’Olimp(ic)o di Ruotalibera Teatro/Compagnia Fi_Br_A. La regia è di Fiona Sansone, la drammaturgia di Ferdinando Vaselli, l’interpretazione è affidata a Susanna Acchiardi, Beatrice Fedi e Chiara Saiella, con le voci off di Ninni Bruschetta e Cora Presezzi.
Un Angelo Custode si aggira sulla Terra alla ricerca di un nuovo predestinato. Ha perso il lavoro, da quando il suo bambino – il Capitano – è diventato grande. L’Angelo ricerca un talento. Una fanciulla, Bianca, viene risvegliata dopo cent’anni dal sonno che ha pervaso il mondo quando il Capitano ha lasciato il gioco. Bianca ricorda poco, ricorda di aver perso il suo papà. L’Angelo l’aiuterà a scoprire il suo talento e a salutare tutto ciò che le impedisce di essere se stessa. Tutto questo sotto l’occhio vigile della Fonte, dea della Creazione e ispiratrice del gioco.
Adatto dai 4 anni.

Bianca e l’Olimp(ic)o
Ruotalibera Teatro/Compagnia Fi_Br_A.
Regia: Fiona Sansone
Drammaturgia: Ferdinando Vaselli
Con Susanna Acchiardi, Beatrice Fedi, Chiara Saiella
Voci off: Ninni Bruschetta, Cora Presezzi
Scenografia e video: Brì Di Tanno
Costumi: Veronica Urgese
Macchinista: Fabrizio Di Pardo
Promozione: Paola Meda, Serena Amidani

Centrale Preneste Teatro Via Alberto da Giussano, 58 - Roma
Domenica 3 Marzo alle ore 16.30
Biglietto unico: 5.00 € (prenotazione consigliata)
Info e prenotazioni: 06 27801063 (lun./ven. 10.00/17.00 - domenica dalle ore 11.00)