Teatro Ambra Jovinelli - La mia battaglia dal 26 al 31 Marzo

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Di Elio Germano e Chiara Lagani regia Elio Germano

disegno luci Alessandro Barbieri
scene e costumi Katia Titolo
video Giovanni Illuminati
aiuto regia Rachele Minelli
una produzione Infinito srl con il sostegno di artisti 7607

Dal 26 al 31 marzo lo straordinario Elio Germano è il protagonista di La mia battaglia, evento fuori abbonamento, testo decisamente fuori dagli schemi del quale è autore insieme a Chiara Lagani, pluripremiata artista e drammaturga: un attore, o forse un comico, ipnotizzatore non dichiarato, durante uno spettacolo di intrattenimento manipola gli spettatori fino a giungere al termine del suo show a una imprevedibile e sorprendente svolta.

« Che il nostro appello si diffonda a ogni individuo che vogliamo avvicinare a noi: il passato è stato illuminato da una nuova e millenaria generazione di Italiani!»
Un attore, o forse un comico, ipnotizzatore non dichiarato, durante uno spettacolo di intrattenimento, manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento, anche verbale, fino a giungere, al termine del suo show, a una drammatica imprevedibile svolta. Portatore di un muto volere collettivo diffuso nell’aria, l’artista da figura autorevole si farà a poco a poco sempre più autoritario, evocando lo spettro di un estremismo di ritorno travestito da semplice buon senso. Appellandosi alla necessità di resuscitare una società agonizzante, tra istanze ecologiste, nazionaliste, socialiste, planetarie e solitarie, mutuali e solidali, tra aneddoti e proclami, tra appelli appassionanti e affondi lirici deliranti, il nostro trascinerà l’uditorio, in un crescendo pirotecnico, a una straniata sospensione tragica fino a condurlo a una terribile conseguenza finale.
Teatro Ambra Jovinelli via Guglielmo Pepe, 43 – Roma -info Promozione Tiziano & Francesca - Chiara dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì tel: 06 88816460
 

Teatro Sette- Noi, i ragazzi dello zio di Berlino dal 26 al 31 marzo

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Di Gianfranco Vergoni  Regia Marco Simeoli  con:Irene Cedroni, Alessio Chiodini, Emanuele Di Luca Giulia Di Tommaso, Ilaria Nestovito e con la partecipazione straordinaria di: Luis Molteni

Un anziano zio che confonde il presente con il passato; una casa ingombra di cimeli del periodo in cui Berlino era divisa dal muro (1961-1989); e cinque nipoti, badanti improvvisati, divisi su tutto: la cattolica boldriniana, imbevuta di sensi di colpa nei confronti di tutte le minoranze; la fascioleghista che deporterebbe tutti i non omologati; il menefreghista autodistruttivo, disinformato e indifferente; l’artistoide sinistra-champagne, incapace di leggere i mutamenti e le tensioni sociali in atto; l’insicuro, arrabbiato e deluso, studente a oltranza per mancanza di alternative. Le divisioni di oggi, quelle di ieri, il senso della storia, il destino dei ricorsi, la facilità con cui si costruisce una barriera, in una commedia agrodolce sulle contraddizioni della giovinezza e su quello che la vecchiaia può insegnarci a capire, ad accettare, a ricordare.

  TEATRO SETTE
  VIA BENEVENTO, 23 - ROMA
  Info e prenotazioni:Teatro Sette - 06/44236382

    

Teatro Studio Uno – Amore - Dal 21 al 24 marzo 2019

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In prima assoluta dal 21 al 24 marzo al Teatro Studio Uno “Amore”, vincitore del bando Under25_Gold dedicato alle giovani realtà teatrali contemporanee, ideato e prodotto da Progetto Goldstein e Teatro Studio Uno, opera prima del giovanissimo attore e drammaturgo Matteo Gatta, in scena insieme ad un altrettanto giovane e talentuoso cast di attori: Grazia Capraro, Matteo Principi, Viola Marietti, quest'ultima anche regista della pièce, uno spettacolo ironico, tagliente e fortemente attuale che racconta una storia apparentemente semplice, l'amore tra due ragazzi poco più che adolescenti.

Forse non esiste storia più lineare di questa: un ragazzo e una ragazza che si piacciono.
Tra l’amico dispensatore di pessimi consigli, le famiglie che incombono, gli incontri del terzo tipo in discoteca e una massiccia dose di caustica leggerezza.
Forse non esiste storia più complicata di questa: l'angoscioso mondo di una ragazza che oscilla tra il voler tornare bambina e il sentirsi donna, l'altrettanto surreale dimensione di un ragazzo di provincia che vorrebbe solo “stare bene con lei”. E in mezzo a loro questa cosa enorme incomprensibile meravigliosa spaventosa.
Non sapendo come chiamare questa cosa, hanno deciso di chiamarla AMORE.

Un ragazzo di provincia senza zone d’ombra con un immaginario disneyano difficilissimo da infrangere e una ragazza di città piena di ansie e nevrosi, anche lei incapace di partorirsi alla vita rinunciando alla protezione dei suoi problemi.
Entrambi sulla soglia del mondo dei grandi, che temporeggiano sul confine.
“Amore” è una storia di crescita, di come solo attraverso la relazione con gli altri possiamo effettivamente trasformarci in creature più ricche e mature, e forse prima o poi sciogliere quei nodi senza nome ma dolorosissimi che ci portiamo dentro e che ci rendono fragili e zoppi nell’affrontare la vita.
Lo spettacolo offre numerosi punti di vista, della distanza abissale che intercorre tra la generazione dei giovani e quella dei genitori, la quale propone un modello tradizionale dove difficilmente riusciranno a identificarsi, agli esempi degli “altri”, i coetanei disillusi e feriti che propongono loro solo prospettive ciniche e sconsolati sulla possibilità di credere all’amore, e soprattutto, LUI e LEI, opposti, incompatibili.

Il tutto affrontato con un linguaggio che rivela le follie del parlato, una regia che scansa la possibilità di essere “quotidiani” condensando con feroce ironia i dettagli umani nei quali tutti possiamo identificarci, e lasciando che le emotività galoppino nella loro natura più selvaggia e illogica. Esattamente come avviene quando il cuore straborda. Come avviene quando si è giovani. Quando tutto appare incomprensibile e enorme. Cercando di essere fedeli a una natura umana che forse, in realtà, ha ben poco di realistico.
Quattro attori dentro tanti personaggi tutti sbagliati, storti e teneri, spalancati, che vengono sballottati con leggerezza e profondità in un mare in tempesta che hanno nella pancia e davanti agli occhi.
“Quello di cui puoi star certa, è che non ti porterò mai più a fare una camminata in spiaggia.”

“Amore” dal 21 al 24 marzo | Sala Specchi
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI Per info: 3494356219- 3298027943
 

Teatro Olimpico - Lopez Solenghi Show In scena dal 2 al 14 aprile

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Dopo quindici anni, Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palco in uno spettacolo di cui sono interpreti e autori.

Accompagnati dalle musiche live della Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio, i due comici mettono in scena uno show fatto di parodie, imitazioni, sketch, gag e improvvisazioni.

Due ore di divertimento tra pura comicità e grande teatro!

TEATRO OLIMPICO Piazza Gentile da Fabriano, 17 00196 Roma
 

Teatro Flaiano - “FLAIANO al FLAIANO” La guerra spiegata ai poveri dal 21 Marzo al 7 Aprile

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Di Ennio Flaiano con Stefano Antonucci, Elettra Zeppi, Maurizio V. Battista, Riccardo Graziosi, Gaetano Mosca, Samuel Campanella, Maria Sole Ciferri, Luca Iannotta,  Francesco Imundi, Federico Girelli

Uno spettacolo di grande ironia e “tragicamente” comico per omaggiare l’autore che da il
nome a questo teatro.
Un gruppo di cinici ministri, nel chiuso di una riunione, illustrano, soddisfatti, programmi e strategie da adottare per l’imminente inizio di una guerra. Facendosi beffa del valore della vita umana, essi si convincono della necessità di un nemico ad ogni costo, tale da giustificare i loro singolari stratagemmi. Ad interromperli arriva un giovane che chiede spiegazioni sul motivo del conflitto, e del perché dovrebbe prenderne parte a rischio di sacrificare la propria vita. I rappresentanti del potere sapranno abilmente indurre il giovane ad arruolarsi, in quanto unica possibilità di distinguersi e di scrivere una pagina importante della futura storia.
Scritto nel ’46, “La Guerra Spiegata ai Poveri” è un’apologia sulla guerra che racchiude in sé temi ancora drammaticamente attuali. Con questo arguto e profetico testo, Flaiano ci fa sorridere lasciandoci un retrogusto di amara riflessione, e di sofferta rassegnazione nel rappresentare l’essere umano nella sua tragicomica incoerenza, nella sua progressiva perdita di coscienza di fronte alle catastrofi di cui è diretto responsabile. Si discute di guerra seduti comodamente in poltrona, tra inquietanti risate e deliranti strategie, all’insegna soprattutto di uno spietato vantaggio economico, per il quale torneranno utili persino i cadaveri dei caduti.

Luci e fonica Flavio Lauria Scene e costumi Red Bodò

Regia Antonello Avallone
Via Santo Stefano del Cacco, 15 (Largo di Torre Argentina) - Roma
Tel. 06/37513571 - 06/37514258
  

Teatro Brancaccino - ODIO STANISLAVSKIJ 21 e 22 marzo ore 20

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Prosegue al Teatro Brancaccino la terza edizione della rassegna Classici del secolo futuro, il format ideato dal Direttore Artistico dell’Accademia Stap Brancaccio, Lorenzo Gioielli. Va in scena la rivisitazione del “Romanzo teatrale” di Michail Bulgakov a cura di Daniele Prato e Giampiero Rappa.
Maksudov lavora come giornalista presso una rivista letteraria. Sogna di vivere scrivendo libri, ma la strada davanti a lui è colma di ostacoli e ancora più impervia diventa quando Maksudov si affaccia al teatro. Qui incontra una coltre di personaggi lunatici e folli, tra cui uno Stanislavskij dipinto con tinte stravaganti. Sarà proprio il teatro a disgregare le poche certezze che Maksudov reca in sé, immettendolo in un turbinio di angosce e di domande senza risposta.
I “Classici del secolo futuro” restituiscono il nucleo pulsante e vivo del concetto stesso di “classico”. Si occupano della riscrittura e dell’interpretazione dei testi gli allievi del Terzo anno della Stap Brancaccio, Accademia di recitazione, drammaturgia e regia, provocati e sostenuti dagli insegnanti e dalle molte esperienze creative vissute nel triennio. Nel rispetto di un teatro sinceramente popolare, giovane. Emozionante.
BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma -
Biglietto: 8 €
BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO
Via Merulana, 244 | tel 06 80687231
 

Teatro della Cometa - Risonanze Magnetiche dal 26 Marzo al 7 Aprile 2019

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scritto e diretto da Alessandra Panelli
con Mauro Marino, Barbara Porta, Costanza Castracane
elementi scenici Giorgia Di Pietrantonio
costumi Helga Williams
disegno luci Marco Laudando

Sarà in scena al Teatro della Cometa dal 26 marzo al 7 aprile, RISONANZE MAGNETICHE scritto e diretto da Alessandra Panelli, protagonisti Mauro Marino, Barbara Porta, Costanza Castracane.
La storia di due donne e un uomo che "nel mezzo del cammin di loro vita" si trovano ad un bivio: soccombere all'ineluttabilità delle cose, così come le vorrebbe un certo modo di pensare, o trovare la forza per reagire e reinventarsi in una nuova esistenza vitale e fantasiosa.
Una sorta di favola che i tre amici raccontano al pubblico, consapevoli del grande bisogno che c'è di credere ancora nella forza dell'amicizia, sentimento a volte sottovalutato a favore di altri considerati più forti come l'amore o spesso confuso con la connivenza o con l'evasione dall'impegno.
In un arco di tempo che va dal 1990 ad oggi, in un curioso intreccio di personaggi ed eventi che li vede collegati prima ancora che loro stessi sappiano di esserlo, i protagonisti si incontrano e, attraverso la loro capacità di cogliere i segni che magicamente si presentano sul loro cammino, riescono a fondersi in un'amicizia speciale grazie alla quale è possibile risuonare magneticamente insieme e costruire una nuova idea di futuro.
Mettetevi comodi e seguite la Cometa, vi aspettiamo nella nostra casa, nel Salotto Buono di Roma. #seguilacometa #teatrocometa
Teatro della Cometa - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186
Orario prenotazioni, vendita biglietti e info per apericena: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
 

Salone Margherita - “Roma e le Romane” dal 27 marzo al 14 aprile

  • Scritto da Redazione

 Canzoni, storie e leggende delle donne nostre, cantate, ballate e raccontate alla romana
“Roma e le Romane” è uno spettacolo di canzoni, ma anche di racconti e di balli, dedicato alle donne romane. Si va dalle eroine delle origini, alle grandi cortigiane del Rinascimento, alle celebri cantanti del presente, alle generose abitanti delle periferie e delle borgate…
A tutto questo universo femminile viene dedicata una scelta suggestiva di grandi canzoni e di stornelli. La voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante romana d’eccellenza, accompagnata dalla band dal vivo, il corpo di ballo con i suoi stupendi costumi, le suggestive proiezioni: ecco alcuni degli ingredienti di “Roma e le Romane”.
Solo al Salone Margherita si vive un’esperienza che oltre allo spettacolo regala la suggestione di trovarsi in uno dei teatri Liberty più belli d’Italia.
Chi acquista un biglietto al Salone Margherita, non acquista solo una poltrona per assistere allo spettacolo. Acquista una esperienza vera e propria. Per qualche ora si viene trasportati in un’altra epoca. E si sogna.
Nell’intervallo vi verrà offerto un primo piatto (compreso nel prezzo del biglietto) e per chi sceglie di cenare nei palchi privati, l’esperienza si carica di fascino con il menù dello chef Giuseppe Sterbini.

Salone Margherita - Info Letizia
dal lunedì al venerdì h 9:00 / 18:00
06.4826296 • 

Teatro Marconi, “Voci dal cortile” Dal 21 al 24 marzo

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Dal 21 al 24 marzo andrà in scena al Teatro Marconi, “Voci dal cortile” di Edna Mazya con Elisabetta Mirra, Brenno Placido, Davide Schiavo, Jacopo Carta e Matteo Bossoletti, regia di Enrico Maria Lamanna.
Nell'estate dell'86 una violenza dolorosa fu perpetrata a Hibbutz Shomrat nel nord Israele. L'intero paese fu scioccato... Questo tragico e vergognoso fatto fu ispirazione per il più famoso e il più grande successo teatrale mai scritto nella drammaturgia israelita. Un testo che pone a confronto uomo/donna donna/uomo amico/amica essere umano/solitudine...vita. Oggi, in Italia raccontiamo questa storia con protagonisti cinque attori di età tra i 24 ai 28 anni che interpretano una storia di giochi erotici tra istinto e buchi affettivi adolescenziali, che “prendono troppo la mano" tra rumori notturni, altalene, palloni, giochi di ragazzi violati sotto una luna piena . A sorpresa i ragazzi e la ragazza diventano gli avvocati, la difesa, l'accusa del giorno dopo... e un altalena vuota dondola sola, fa un rumore come un lamento infinito in cerca di un perché…
“Voci di cortile” è uno spettacolo di grande attualità sia per il tema degli abusi, che per il tema del “subbullismo” fra minori. Le scene sono diChiara Paramatti, Cecilia Mati Guzzardi e Vladimir Randazzo assistenti alla regia, i costumi di Teresa Acone, le luci di Marco Macrini, le musiche di Francesco Verdinelli.

TEATRO MARCONI
viale Guglielmo Marconi 698 e
tel 065943554
Biglietti Intero 24€ - Ridotto 20€
Ore 21.00 – Domenica ore 17.30

Teatro Tirso de Molina - Taxi a due piazze Dal 3 al 14 Aprile 2019

  • Scritto da Redazione

Regia di Matteo VACCA con Marco MORANDI, Matteo VACCA, Ketty ROSELLI
Maurizio DI CARMINE, Alessandro TIROCCHI

Taxi a due Piazze” è una commedia brillante dove le contraddizioni, le bugie, la suspense, gli equivoci, la parodia, il dialogo rapido e incisivo, i colpi di scena e i ritmi mozzafiato, sono studiati ad arte per ottenere straordinari effetti comici con grande divertimento del pubblico. Il protagonista Mario Rossi, è un uomo dal nome banale, l’aspetto ordinario, un lavoro comune (fa il tassista) e una vita semplice: bella casa, moglie innamorata, abitudini consolidate.
Una vita talmente serena che Mario l’ha moltiplicata per due! Bigamo soddisfatto, vive infatti con la moglie Carla a piazza Risorgimento e con la moglie Barbara a piazza Irnerio. Ovviamente Carla non sa di Barbara e viceversa.
Grazie ai turni del suo lavoro e ad una pianificazione perfetta di orari e spostamenti, tutto scorre felicemente, con le due donne totalmente inconsapevoli l’una dell’altra. Tutto si complica quando, per salvare un’anziana signora da uno scippo, Mario riceve una brutta botta in testa che lo costringe, privo di sensi, al ricovero in ospedale; lì fornirà due indirizzi di residenza diversi e la denuncia arriverà, quindi, a due diversi commissariati, che manderanno ad indagare due diversi investigatori. Nonostante l’aiuto del “fidato” amico e vicino di casa di Carla, Walter Fattore, tutto il castello di bugie architettato da Mario pian piano si sgretolerà.
Quello che segue è una serie di equivoci, coincidenze, bugie e mistificazioni della verità, che coinvolgono anche il vicino di casa di Barbara, l’eccentrico Bobby, che intrigano, trascinano e divertono lo spettatore per tutta la durata della pièce.


Teatro Tirso de Molina via Tirso 89- Promozione Federica tel 06 8411827
 

Teatro Arciliuto – "SIAMO TUTTI MINA" - Omaggio a STUDIO UNO Venerdì 29 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Venerdì 29 marzo 2019 il Teatro Arciliuto di Roma ospita il debutto capitolino dello spettacolo “SIAMO TUTTI MINA - omaggio a STUDIO UNO” con il maestro Marco Francini e la sua Band.

La magia di STUDIO UNO, il programma-simbolo dell’Italia del boom, e il fascino degli eroi del mondo televisivo italiano sono al centro di “SIAMO TUTTI MINA – OMAGGIO A STUDIO UNO”, il nuovo spettacolo del cantattoreMarco Francini.
Un viaggio nella storia degli show televisivi italiani, un percorso fatto di musica e parole per raccontare un universo affascinante e ‘in bianco e nero’. Dalle voci di Mina e di Johnny Dorelli alle performance di Lelio Luttazzi e Raimondo Vianello, passando per l’irrefrenabile energia di Domenico Modugno e la regia meravigliosa di Antonello Falqui. Tutto racconterà un mondo fatto di immagini, ricordi e grande spettacolo.

Da oltre otto anni Francini è protagonista di ‘MISTER VOLARE – Omaggio a Domenico Modugno’, uno dei più amati spettacoli dedicati al ‘Mimmo Nazionale’: “Siamo tutti Mina – Omaggio a Studio Uno” si inserisce in quel filone di ricerca dei linguaggi della cultura pop italiana del Novecento che da molti anni vede impegnato Marco Francini e il suo gruppo.

E SE DOMANI | IO CHE AMO SOLO TE | GRANDE GRANDE | IL CIELO IN UNA STANZA | CARINA | A SAINT TROPEZ | TINTARELLA DI LUNA e molte altre…

SIAMO TUTTI MINA - Omaggio a Studio Uno

MARCO FRANCINI BAND
Marco Francini _ voce | chitarra
Marianna Testa _ voce
Marcello Massa _ pianoforte
Eunice Petito _ tastiere
Pietro Scalera _ basso
Michelangelo Iossa _ voce | percussioni
Nicola De Luca _ batteria

Info Ingressi e Contatti Evento
Ore 20,30 - Aperitivo Cena facoltativo
(Drink Euro 10,00), Si consiglia la prenotazione
Ore 21,30 - Concerto nella sala teatro
Ingresso Intero Euro 15,00 - Ridotto Euro 12,00 (il ridotto è riservato alle persone iscritte alla NewsLetter del teatro)
Teatro ARCILIUTO

Piazza Montevecchio, 5 - 00186 Roma (Italy)
Tel. +39 06 6879419 (dalle ore 16,00 in poi)
– mobile 333 8568464 (calls&sms)

Teatro Golden - MORGAN Concerto per voce e piano 23 e 24 marzo

  • Scritto da Redazione

Al Teatro Golden Morgan aprirà la rassegna A TU PER TU CON… il 23 e 24 marzo con un doppio spettacolo a sorpresa! Ad anticipare la sua performance al pianoforte ci sarà il cantautore romano Davide Valeri.

Morgan, all'anagrafe Marco Castoldi, musicista, cantautore e interprete, nasce a Milano il 23 dicembre del 1972 da Mario e Luciana e vive a Muggiò fino al 1987. A sei anni comincia a suonare la chitarra, ad otto il pianoforte, appassionandosi alla musica classica. Frequenta quattro anni di liceo classico e termina gli studi liceali passando al liceo scientifico sperimentale.
Nel 1984, influenzato dalle correnti musicali dell’epoca, come la New Wave, il New Romantic e il Synth pop, riesce finalmente a convincere i genitori ad acquistargli il suo primo sintetizzatore, un Korg-Poly 800. Comincia così il suo percorso musicale: nel 1986, sotto lo pseudonimo di Markooper, compone e arrangia canzoni che racchiude in due piccoli lavori dai titoli: "Prototype" e "Dandy bird & Mr contraddiction". Nello stesso anno inizia il suo sodalizio artistico con Andrea Fumagalli, con il quale fonda i Golden Age. Nel 1989 esce il loro primo lavoro: Chains, seguito dal discreto successo del primo videoclip realizzato per il singolo Secret Love. Nel 1991, insieme a Sergio Carnevale e Marco Pancaldi, poi sostituito da Livio Magnini, i due inseparabili compagni d'avventura Morgan ed Andy fondano i Bluvertigo. Nel 1994 Morgan (basso e voce), Andy (tastiere), Pancaldi (chitarre) e Sergio (batteria) pubblicano il loro primo singolo Iodio. Partecipano a Sanremo Giovani, ottenendo consensi dalla critica e piazzandosi al terzo posto fra i gruppi musicali. Nel 1995 il gruppo pubblica il primo album Acidi e basi, seguito da Metallo non metallo (1997), che porterà la band alla vittoria all'MTV Europe Music Awards come miglior gruppo italiano, e alla vendita di 400.000 dischi. Nel frattempo Morgan produce gli album Playback dei Soerba e L’eroe romantico de La sintesi. Nel 1999 i Bluvertigo pubblicano l’album Zero, che chiude la cosiddetta trilogia chimica. I tredici brani che compongono Zero verranno pubblicati dalla Bompiani in una raccolta poetica dello stesso Morgan con il titolo Dissoluzione. Al libro è allegato un CD contenente Canone inverso, esperimento dei Bluvertigo e dei poeti Alda Merini, Manlio Sgalambro, Enrico Ghezzi e Murray Lachlan Young.
Nel 2001 i Bluvertigo pubblicano Pop Tools, una raccolta dei maggiori successi della band, contenente due brani inediti, tra cui L'assenzio, brano con il quale la band, nello stesso anno, partecipa al Festival di Sanremo, classificandosi all'ultimo posto. Nel 2003 Morgan esordisce come solista con l’album Canzoni dell'appartamento, che vince la targa Tenco come Migliore Opera Prima dell'anno. L'anno successivo Morgan compone la colonna sonora di due film: Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, diretto dalla compagna Asia Argento, e Il siero della vanità di Alex Infascelli. In quest’ ultimo film e in Perduto amor, per la regia di Franco Battiato, comparirà anche come attore. Nel settembre 2003 vince a Crotone il Cilindro d'Argento, nell’ambito del Festival “Una casa per Rino”, dedicato a Rino Gaetano. Nel 2005 pubblica il remake dell’album “Non al denaro, non all'amore né al cielo”, inciso nel 1971 da Fabrizio De André ed ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Con quest’album Morgan conquista il suo secondo Premio Tenco, stavolta come miglior interprete. Sempre nel 2005 collabora con Edoardo Bennato al disco "La fantastica storia del Pifferaio Magico" cimentandosi nel brano "Lo show finisce qua". Cura le parti musicali del suo nuovo programma su Rai 2 dal titolo "Il Tornasole". L'anno successivo compone la colonna sonora del film "Il Quarto Sesso" di Marco Costa. Nel 2006 interpreta Milan nel film "Transylvania” di Tony Gatlif. Nel 2007 esce il singolo “Tra 5 minuti”, che anticipa l’ album di inediti "Da A ad A" . Nel 2008 i Bluvertigo annunciano la loro reunion con un nuovo tour e con la pubblicazione dell’album live MTV Storytellers. Nello stesso anno Morgan pubblica l'album "È successo a Morgan", una raccolta contenente brani tratti dai suoi album da solista, quattro cover di Fabrizio De André e tre inediti: le cover di "Il nostro concerto" di Umberto Bindi, "L'oceano di silenzio" di Franco Battiato e "23 roses", canzone in inglese inserita come bonus-track nella versione digitale di “Da A ad A”. Nello stesso anno, insieme a Mauro Garofalo scrive il libro "In pArte Morgan". A partire dal 2008 partecipa a tre edizioni del programma televisivo X Factor. Nel 2009 pubblica il canzoniere "Italian Songbook vol.1", in cui reinterpreta brani di Piero Ciampi, Sergio Endrigo, Domenico Modugno, Umberto Bindi ed altri. Del 2010 è "Morganicomio", contenente il brano inedito “La sera”.
MorganSempre nel 2010 Morgan conduce il programma dedicato alla musica "Invece no" su Deejay Tv. E' ospite nel disco "Edoardo Bennato – Mtv Classic Storytellers" nella canzone "Perchè". Nel 2011 Morgan presta la sua voce come narratore del docu-film di Tom Di Cillo "When you're Strange" ispirato a Jim Morrison. A ottobre 2011 sarà di nuovo giudice di X Factor su Sky, con Simona Ventura, Elio ed Arisa. Durante la finale si esibisce con Asia Arento in "Indifference", brano con testo di Asia e musica di Morgan, ispirato a "Gli Indifferenti" di Moravia.
Successivamente Morgan pubblica l'album "Italian Songbook vol.2" uscito il 24 gennaio 2012, in cui reinterpreta, sull'onda del progetto iniziato nel 2009, cantautori come Domenico Modugno, Piero Ciampi, Pino Donaggio, I Gufi, Roberto De Simone, Charles Aznavour, Rodolfo De Angelis, Sergio Endrigo, Luigi Tenco e Giorgio Gaber. Il primo singolo estratto dall’album è "Marianne" (di Sergio Endrigo). L'album contiene inoltre due inediti di Morgan: la strumentale "Desolazione" e "Una nuova canzone".
A ottobre 2012 sarà nuovamente giudice di X Factor su Sky nella sesta edizione, arrivando in finale con due cantanti: la vincitrice Chiara Galliazzo e ICS, dei quali produce rispettivamente i singoli “Over the rainbow” e “Autostima di prima mattina”.
Morgan esordisce come regista teatrale con l’opera lirica "Il Matrimonio Segreto", opera in due atti con libretto di Giovanni Bertati e musica di Domenico Cimarosa, prodotta dalla Fondazione del Teatro Coccia di Novara. La prima dell'opera, durante la quale Morgan è anche apparso in un piccolo cameo, si è tenuta presso il Teatro Coccia il 5 Ottobre 2012.
Nel 2013 collabora con Asia Argento per il suo disco "Total Entropy" uscito il 29 Maggio in Francia e successivamente in Italia, contenente quattro inediti con Morgan: "CheeseAndEggs", "Sexodrome", "Indifference" e "Liebestod".
Nell’autunno del 2013 torna ancora come giudice ad X Factor, vincendo per la quinta volta, stavolta con il cantante Michele Bravi, ed entrando nel Guinness dei primati come giudice che ha vinto più edizioni del programma a livello mondiale.
Durante la semifinale del programma, Morgan presenta il suo nuovo inedito "Spirito e Virtù", attualmente in vendita negli store digitali.
Nel dicembre 2014 pubblica il suo libro autobiografico "Io, l'amore, la musica, gli stronzi e Dio".
Torna al Festival di Sanremo 2016 con i Bluvertigoi con il brano "Semplicemente". La band viene eliminata prima della finale.
Dal 2 aprile 2016 Morgan veste il ruolo di giudice al serale della quindicesima edizione di Amici, il Talent show di Maria De Filippi. Torna ad Amici l'anno seguente, dove questa volta è protagonista di una polemica che ha grande eco mediatica. Morgan per sole quattro puntate veste il ruolo di direttore artistico al serale di Amici: al termine di ripetuti dissapori con la produzione e con gli stessi ragazzi della squadra bianca, Maria De Filippi annuncia tramite comunicato stampa la sua esclusione dal programma.

Opening act

Davide Valeri è un giovane cantautore che compone canzoni in stile pop-cantautorale parlando d’amore e tematiche sociali con un linguaggio profondo e mai banale. Studia pianoforte e chitarra al Saint Louis College of Music e segue diverse Masterclass di canto e composizione con artisti del calibro di Grazia Di Michele, Bungaro, e del M° Enzo Campagnoli. Si esibisce in duo con Grazia Di Michele nel 2017 durante il “Garrison’s Game”, concorso artistico diretto da Garrison Rochelle cui partecipa come giurato. Nel 2018 si esibisce in un concerto all’Auditorium di Roma Parco della Musica e partecipa ad “Area Sanremo” arrivando in finalissima. Muove i suoi passi nell’ambiente musicale con passione e dedizione, consapevole di essere sempre all’inizio.
Teatro Golden via Taranto 36 Roma – metro A San Giovanni Promozione Luisa tel. fax 06 704 93 826
 

Teatro Sala Umberto - La scuola delle scimmie dal 26 al 31 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Con TOMMASO AMADIO, LUIGI AQUILINO, EMANUELE ARRIGAZZI, SARA BERTELÀ SILVIA LORENZO, GIANCARLO PREVIATI, IRENE URCIUOLI scene e costumi Erika Carretta disegno luci Fabrizio Visconti video Francesco Frongia movimenti coreografici Marta Belloni
Regia di BRUNO FORNASARI
Produzione di Teatro Filodrammatici di Milano con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo – Progetto NEXT 2017/2018

Tennessee, 1925. John Thomas Scopes, professore supplente di biologia, viene processato per aver violato una legge che vieta l’insegnamento della teoria darwiniana a scuola. Italia, 2015. Un professore di scienze naturali torna ad insegnare nel suo quartiere di origine. Le difficoltà di integrazione sono il principale problema della scuola di periferia in cui si trova ad operare e il rischio di radicalizzazione delle differenze tra le varie etnie e culture è una bomba dalla miccia molto corta e infiammabile. Lui stesso ha perso un fratello che, convertitosi all’Islam, è partito per combattere la sua guerra santa, scomparendo. Il senso di responsabilità e il vuoto lasciato da quella perdita spingono il professore a cercare di educare i ragazzi alla scienza come anticorpo del fanatismo religioso.
Un dialogo tra due epoche lontane nel tempo ma in realtà più vicine di quanto si immagini, messe a confronto da Fornasari (autore anche di N.E.R.D.S e Il turista). Con la cifra stilistica che contraddistingue la sua scrittura, sempre ironicamente sagace e pungente, anche questo nuovo entusiasmante progetto è portato in scena da un cast d’eccellenza, capitanato da Tommaso Amadio insieme ad Emanuele Arrigazzi, Silvia Lorenzo, Luigi Aquilino ed Irene Urciuoli. Con loro, per la prima volta in una produzione del Teatro Filodrammatici, Giancarlo Previati e Sara Bertelà.

Teatro Sala Umberto via della Mercede 50 Ufficio Promozione: Davide tel .06.97274066 – 87606075 dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.30
 

Teatro Ciak di Roma - CIAK! SIGNO’ dal 28 marzo al 7 aprile

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Dopo anni di successi televisivi, come “Cavalli di Battaglia”, il sabato sera su Raiuno, con il “maestro” Gigi Proietti, tornano dal vivo il grande Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli nel divertente Ciak Signò, in scena al Teatro Ciak di Roma da giovedì 28 marzo a domenica 7 aprile.

“Ciak Signò” è un atto unico supercomico, un omaggio speciale proprio al Teatro Ciak (Marco è cresciuto sulla Cassia e la prima volta che entrò in un cinema da bambino fu proprio nel Cinema Cassio, poi diventato Ciak) e vedrà Marzocca nei panni di ARIEL, il suo personaggio più conosciuto e richiesto dal grande pubblico, nonché uno dei protagonisti più amati del mitico Zelig.

Al suo fianco non mancherà il suo inseparabile “Signò”, il bravissimo Stefano Sarcinelli, attore ed autore televisivo nonché “spalla” di grande capacità artistica ed abilità comica.

Signò (Stefano Sarcinelli), inizierà lo spettacolo con un Omaggio al Teatro, quello con la T maiuscola, cercando di animare la serata recitando un suo mix Shakespeariano. Nonostante Ariel faccia di tutto per compiacerlo finirà per creare un pasticcio dietro l’altro fino a farlo SVAMPARE definitivamente! Alla fine, distrutto, Signò suo malgrado sarà costretto a chiedere l’aiuto di Ariel per interpretare il personaggio di Giulietta nella famosa scena del balcone del Giulietta e Romeo.

Lo spettacolo è un esilarante duetto fatto di battute e situazioni comiche irresistibili.
La capacità di osservazione sviluppata da Marzocca nel corso della sua carriera si manifesta in questo personaggio, diventato ormai nell'immaginario collettivo una sorta di Arlecchino moderno, modulato ed esaltato dalla maestria di Stefano Sarcinelli e farà si che lo spettatore di qualsiasi età esploda in una risata immediata perché immediata ne è la percezione.
“Ciak Signò” è un prodotto ben congegnato e confezionato appositamente per permettere agli spettatori di tutte le età di ridere, ridere e ancora ridere, senza volgarità ed eccessi di ogni tipo.


TEATRO CIAK
Via Cassia, 692
00189 Roma
www.teatrociakroma.it
Per info e prenotazioni 06.33249268
 

Ar.Ma Teatro - Tutto il nero che ho 23 e 24 marzo

  • Scritto da Redazione

Sono le sette di mattina di una giornata qualunque e John Murdoch, un adolescente come tanti, si sveglia imbestialito. John è stanco, ha deciso di rompere il silenzio e di dire tutte quelle cose “non dicibili, non raccontabili e neanche immaginabili” che lo assillano. Si sente un po' come quei giapponesi che si piantano una katana nella pancia per svuotarsi da tutto quello che hanno dentro. L’unica arma che John possiede sono le parole, parole che usa per liberarsi di tutto il nero che ha dentro, perché finchè ci sono delle parole chiare tutto resta sopportabile, ma quando non si hanno nemmeno più le parole per dire che stai male allora cosa resta? La risposta è agghiacciante…
Un testo che racconta della crudeltà dell’adolescenza, dello sradicamento della vita quotidiana, dell’assordante silenzio della solitudine, della disperante impossibilità di essere vivi e di essere giovani, nel momento in cui ci accorgiamo che l’infanzia è ormai un coltello piantato nella gola.
TUTTO IL NERO CHE HO
con Luca Avallone
Regia di Emiliano Russo
Disegno Luci Massimo Sugoni
Tecnico Audo Luci Giampaolo Amico
Ufficio Stampa Rocchina Ceglia
Ar.Ma Teatro
via Ruggero di Lauria
Info e prenotazioni
tel 0639744093 – 3338876090

Teatro Stanze Segrete - Lui torna sempre dal 19 al 24 marzo 2019

  • Scritto da Redazione

I mercanti di stelle, Tosca e Palcoscenici presentano un monologo intenso, emozionante e coinvolgente... una storia che lascia il segno e non dimenticherete facilmente!!

Tutto si svolge all’interno di una piccola stanza. C’è solo una piccola finestra, in alto, e una porta. La protagonista (di cui non conosciamo il nome) è stata chiusa con la forza e un poco alla volta scopriamo il suo passato e in che modo è arrivata lì, il tutto scandito con dei colori di scena che sottolineano gli stati d’animo o i momenti specifici della narrazione.
Lei è una ragazza con qualche problema mentale, cresciuta con un padre che non l’ha mai accettata e che ha abbandonato lei e la madre.
Per superare le difficoltà la madre finisce col lavorare in strada.
Un destino atroce – di cui non conosciamo tutti i dettagli – fa sì che anche la protagonista narrante inizierà contro la sua volontà a prostituirsi...

Lui torna sempre
Di Andrea Franco
dal 19 al 24 marzo 2019
Con Monica Falconi
Regia di Andrea Franco e Monica Falconi
Musiche originali Andrea Franco
Tecnico luci e audio Luca Bertolo


Teatro Stanze Segrete
Via della Penitenza, 3 ( Trastevere ), Roma
dal 19 al 24 marzo 2019

Per info e prenotazioni
Botteghino: dalle 18,30 alle 21
388.9246033 - 0649772027
 

Teatro Hamlet - Non dico un filo di bugia dal 22 al 24 Marzo

  • Scritto da Redazione

Con

Alberto Albertino, Roberto Belli, William Calvanese, Maria Caso, Cesare Ceccolongo, Carlo Colella, Antonella Petrone, Sandra Rossi

e con Deborah Armenia nel ruolo di Pinocchio

Eri un ciocco di legno, un semplice legno da catasta utile solo, secondo Mastro Ciliegia, a riparare un vecchio tavolino. Ma tu sei un legno che parla, sorride al solo tocco di pennello. Un pezzo di legno impertinente che renderà padre un povero e vecchio falegname.
Geppetto ha creato proprio un bel burattino. Pinocchio! Sei un figliolo con poca voglia di studiare e tanta curiosità che, a gambe fatte e vestitino di carta fiorita indossato, andrai incontro ad una serie di avventure che ti porteranno a voler diventare un bambino, ad avere anche tu un cuore che batte come quello del tuo babbo.
La strada è lunga, Pinocchio! Vari incontri ti attendono: il Grillo Parlante, voce della coscienza, un po' saccente ma lungimirante; il perfido burattinaio Mangiafuoco, che poi così terribile non è; il Gatto e la Volpe, "due personcine a modo" che ti mostreranno a cosa può portare l'avidità; la Fata Turchina, quella mamma amorevole di cui tanto hai sentito parlare, che ti insegnerà a non dire bugie; Lucignolo, ragazzo di strada e baldoria che ti condurrà nel paese dei Balocchi dove inaspettatamente verrai trasformato in un ciuchino da circo. Solo, negli abissi del mare, nella pancia di una balena, ritroverai Geppetto. Non era morto, disperato su di una barchetta di fortuna è venuto a cercarti.
Crescerai, Pinocchio, imparerai la lezione e potrai prenderti cura del tuo babbo. Prometterai e manterrai il tuo "Non dico un filo di bugia".

La storia che ha affascinato molte generazioni dal 1881 in un riadattamento registico "senza età". Il percorso di una crescita personale. "Pinocchio" non è solo una favola per bambini.

Infoline e Prenotazioni:
Teatro Hamlet - Tel. 0694842463


 

Teatro Arcobaleno – ECUBA dal 23 al 31 Marzo 2019

  • Scritto da Redazione

Francesca Benedetti sarà la protagonista dal 23 al 31 Marzo 2019, al Teatro ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) di ECUBA di Euripide, drammaturgia e regia di Giuseppe Argirò. In scena un cast d’eccellenza: Sergio Basile, Gianluigi Fogacci, Maurizio Palladino, Maria Cristina Fioretti, Viola Graziosi, Elisabetta Arosio.

Francesca Benedetti – Premio Le Maschere 2018 – è la straordinaria interprete che veste i panni della regina di Troia. Ecuba incarna una sofferenza senza fine, consumata in una disperata solitudine. Troia è caduta e le donne di Ilio attendono la sorte riservata ai vinti. Lo spettro della guerra si svuota di ogni significato ideologico e declina la violenza in tutte le sue varianti, propagandosi come una malattia senza cura. Vittime e carnefici vengono accomunati dalla sopraffazione. In un momento di assenza di pace, in cui i teatri di guerra sono molteplici, raccontare gli orrori della violenza è un dovere etico. La drammaturgia di Euripide raffigura l’ineluttabilità della storia umana e l’indifferenza degli dei, spettatori attoniti e crudeli di fronte allo stupefacente spettacolo del mondo.

In più di sessant’anni di carriera Francesca Benedetti ha interpretato i più importanti ruoli femminili della storia del teatro classico e contemporaneo, e ispirato i più grandi registi italiani da Missiroli a Castri, da Cobelli a Ronconi a Strehler. Nata a Urbino, artista ecclettica di straordinario talento, racconta: “Ci sono tre eventi che nella mia vita artistica sono stati fondamentali e mi piace sempre ricordarli: nel 1974 lo spettacolo “Macbetto” scritto per me da Giovanni Testori (premio la Maschera con Lauro d’Oro), nel 1976 “Il Temporale” di Strindberg con la regia di Giorgio Strehler, fino ad arrivare al 1983 anno in cui con Emilio Isgrò fondammo le “Orestiadi” di Gibellina (protagonista per tre anni nel ruolo di Clitennestra)”.

Note di Regia di Giuseppe Argirò
Troia è caduta e in quel lembo di terra che separa il Chersoneso dalle macerie della città, le donne di Ilio attendono la sorte riservata ai vinti. Nella terra di Tracia i Greci aspettano venti Propizi alla navigazione, che potrà essere ripresa solo dopo il sacrificio di Polissena, superstite principessa troiana. La vittima immolata dagli Achei costituirà l’estremo onore riservato ad Achille e favorirà il viaggio di ritorno. Ecuba, la regina di Troia, dovrà subire questa decisione, frutto del l’orrore del conflitto sullo sfondo della città distrutta. La moglie di Priamo dovrà assistere a quest’ennesimo scempio in terra di Tracia, dove il più giovane dei suoi figli, Polidoro è stato ucciso dal re Polimestore, al quale il ragazzo era stato affidato con un ingente quantità d’oro nel tentativo di salvarlo. Questi i presupposti dell’azione drammatica che alimentano il dolore e i propositi di vendetta di Ecuba.
La protagonista di Euripide incarna una sofferenza senza fine, consumata in una disperata solitudine: Ecuba rappresenta il dolore assoluto, senza alcuna catarsi. In questo scenario bellico, lo spettro della guerra si svuota di ogni significato ideologico e declina la violenza in tutte le sue varianti che si propaga come una malattia senza cura, dai vincitori, ai vinti; vittime e carnefici vengono cosi accomunati dalla sopraffazione. Ecuba, custode della memoria della stirpe troiana, annientata dai Greci, non lascerà scampo al traditore Polimestore, infliggendogli un castigo tremendo. Una madre senza patria e senza figli mette in scena un dolore trasfigurante, irripetibile a qualsiasi latitudine scenica, come ci ricorda Amleto citando la complessità dell’arte teatrale. Protagonista di quest’ impresa è Francesca Benedetti, un’attrice multiforme ed emotivamente intelligente nel cogliere le peripezie dell’animo umano. Nello spettacolo sarà coadiuvata da Sergio Basile, Gianluigi Fogacci, Viola Graziosi. In un momento di assenza i pace in cui i teatri di guerra sono molteplici, raccontare gli orrori della violenza è un dovere etico che valica l’ aspetto estetico e ritrova le sue ragioni più profonde nel dibattito democratico, che solo il linguaggio scenico sa rendere evidente, nella sua necessità. La drammaturgia di Euripide raffigura l’ineluttabilità della storia umana e l’indifferenza degli dei, spettatori attoniti e crudeli di fronte allo stupefacente spettacolo del mondo.

Info e prenotazioni
TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico)
Via F. Redi 1/a - 00161 Roma
Tel./ Fax 06.44248154 – Tel. 06.4402719
  

SPAZIO 18 B - Il Deserto dei Tartari Dal 19 al 31 marzo

  • Scritto da Redazione

Di Dino Buzzati con Massimo Roberto Beato, Alberto Melone, Matteo Tanganelli drammaturgia e adattamento di Massimo Roberto Beato
Regia Elisa Rocca
Allestimento scenico e costumi Jacopo Bezzi
Musiche originali Giorgio Stefanori
Aiuto regia Ferrante Cavazzuti

Dal 19 al 31 marzo, allo Spazio 18 b, La Compagnia dei Masnadieri porta in scena l’adattamento de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, interpretato da Massimo Roberto Beato, che ne cura la drammaturgia, per la regia di Elisa Rocca, e con Alberto Melone e Matteo Tanganelli.
Il Tenente Giovanni Drogo, neodiplomato all’Accademia Reale, è pronto a prendere servizio alla Fortezza Bastiani, sua prima destinazione. Si agitano in lui sentimenti contrastanti: la pena di lasciare la casa materna, la vita comoda della città e la sensazione che grandi eventi lo stiano aspettando. Una volta giunto però, una nuova indistinta malattia si impossessa lentamente di lui: è l’effetto della malìa esercitata dal deserto che si intravvede dalla Ridotta Nuova al confine con il nord, e dell’infinita attesa dei Tartari, popolo misterioso e leggendario che potrebbe attaccare da un momento all’altro, immortalando gli abitanti della Fortezza in un destino di gloria. Su tutto aleggia l’inesorabile scorrere del tempo. Si consuma così giorno dopo giorno, anno dopo anno, la vita di Drogo, nella convinta attesa che qualcosa di magnifico sia alle porte e la costante frustrazione di un atto mancato. A fargli compagnia in questo luogo d’esilio, il Capitano Ortiz anch’egli incapace di lasciare la Fortezza Bastiani e una serie di personaggi che sembrano macchinare contro Drogo ad impedirgli la piena realizzazione del suo destino di eroe. Ma forse, proprio questa sera, in cui i Tartari dopo secoli stanno veramente scendendo da nord e si sono spinti fin sotto i muraglioni della Fortezza, a Drogo, inaspettatamente, sarà data la grande occasione di dimostrare il proprio valore nella più dura e solitaria fra tutte le battaglie.
Massimo Roberto Beato cura l’adattamento della vicenda, ideata da Dino Buzzati, del maggiore Giovanni Drogo rievocata nella stanza della locanda dove egli è giunto, malato, costretto suo malgrado, dal Maggiore Simeoni, a lasciare la Fortezza sotto assedio.
Seduto sulla poltrona, mentre osserva fuori dalla finestra la sera e la notte incombente, in quest’ultimo atto di lucidità che precede la sua morte – e che egli vive come la sua “vera battaglia” – la sua mente procede a ritroso per approdare a vari momenti della sua vita e domandarsi se essa poteva o doveva essere vissuta diversamente.
Primo capitolo della “Trilogia degli sconfitti” – progetto di ricerca triennale di indagine sulla generazione nata a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 del’900, attraverso gli echi e gli spunti offerti sia dalla letteratura classica che dalla drammaturgia contemporanea – Il Deserto dei Tartari offre l’occasione, attraverso il personaggio di Drogo, di riflettere sul destino degli ‘anti-soggetti’, coloro che seppur incapaci di adattarsi a un mondo di cui non comprendono le regole, sono tuttavia destinati a viverci. Più o meno consapevoli di essere l’incarnazione di una cultura minoritaria e inesorabilmente condannati al fallimento quando tentano di opporsi all’arbitrarietà e inconsistenza della vita, questi personaggi riescono a realizzare il proprio destino nel momento in cui accettano di combattere, fino in fondo, la battaglia degli sconfitti: consci delle circostanze date essi ingaggiano, infatti, una costante lotta interiore, dagli esiti incerti, per tradurre in atti consapevoli gli ideali superiori di cui sono portatori.

INFO:
Dal 19 al 31 marzo 2019
Dal martedì al sabato ore 21.00 – mercoledì e domenica ore 18.00
SPAZIO 18 B Via Rosa Raimondi Garibaldi 18B (zona Garbatella)
 

Teatro Manhattan - Stand-Up Baby 22-24 marzo

  • Scritto da Redazione

Maria Beatrice Alonzi è alta 149 centimetri e, a quanto pare, non è mai riuscita ad arrivare allo sportello dello zucchero, ma a tutto il resto sì.

La protagonista è sola sul palco e il pubblico viene interpellato ogni tanto per sapere cosa ne pensi. Ogni sera un pubblico diverso per uno spettacolo diverso dal sapore americano (dove la stand-up comedy va da sempre alla grande) e che da noi si chiama cabaret; se non fosse che Maria Beatrice, Bea per gli amici, non è abbastanza alta per fare un comico intero, ne fa solo uno in formato baby. Stand-Up Baby infatti è il racconto delle avventure della sua vita, ma anche di quella degli spettatori, con i quali interagisce per un’ora di risate e riflessioni su dove andiamo, cosa facciamo, ma soprattutto che strada sia meglio prendere per andare a Corso Francia, se il centro oppure la tangenziale.

Creando una favola tutta da ridere e che scompare, improvvisata, appena raccontata, anzi, recitata, con tanto di voci e suoni. Alla chitarra, sul palco con lei, Francesco Guglielmi. Entrambi attori, registi, impegnati nella Direzione del Teatro Stabile di Roma®, produttore dello spettacolo, ancora una volta impegnato nella creazione di un teatro accessibile, per un’ora di risate senza sosta.

 

TEATRO MANHATTAN
Via del Boschetto 58 (Quartiere Monti, METRO CAVOUR)
 

Teatrosophia – Altrokesuperman dal 21 al 23 marzo

  • Scritto da Redazione

Torna al Teatrosophia la coppia artistica Luca Gaeta e Salvatore Rancatore. In scena #Altrokesuperman monologo scritto da Gaeta e interpretato da Rancatore, con musiche originali di Fefo Forconi degli Almamegretta.
Licenziato dalla “Lega dei supereroi” Supertumbp, supereroe sul lastrico, è costretto, per sbarcare il lunario, a inventarsi animatore di sagre, feste, battesimi, comunioni, matrimoni, compleanni, convinto che da sempre mantenere orizzonti ampi è la prima forma di resistenza. In qualità di essere "extra- ordinario", il supereroe grida la sconfitta della società al cospetto di qualsiasi forma di diversità, spesso intesa come ostacolo all'essere accettati in una collettività.

Il monologo, intramezzato da brani musicali suonati dal vivo, è un parallelismo tra la vita "straordinaria" dell'artista che come un SUPERMAN inventa nuove regole: usa un sipario per volare e arrivare al cuore delle persone, stabilisce che il palco è il cielo, le parole il volo, le stelle gli occhi degli spettatori e i cuori accesi la vittoria definitiva sul male.
Teatrosophia
via della Vetrina 7 – Roma
dal 21 al 23 marzo 2019
ore 21.00 - domenica ore 18.00
Info e contatti: tel: 06.68801089 – 375.5488661