Avanti, parla - Lidia Ravera

Una donna divisa tra gli anni della lotta armata e l’espiazione degli errori, tra un presente vuoto e nudo in cui irrompe una famiglia altrui, invasione e gioia, e la memoria che si impone nonostante. Un romanzo teso e doloroso sul passato quando si rifiuta di farsi dimenticare.

Mi scoprii a parlare senza sosta, senza pensare. Un flusso che pareva inarrestabile come l’acqua che scivola a valle da una frattura del ghiaccio. Quando arrivammo in camera da letto, mi chiese se poteva saltare. Certo che sì, dissi. Mi tolsi le scarpe, anche lei scese dagli zoccoli di sua madre, sedetti come uno yogi sulla coperta. La guardai, le tesi le mani. Lei le afferrò e prese a saltare in piedi, rimbalzando sul materasso in piena euforia. La tenevo, per guidare quella sarabanda e intatto canterellavo “Salta salta picchiatello/salta in cielo senza ombrello...”. Michele ci trovò così, entrando in casa con una timidezza recitata.

Giovanna ha sessantasei anni e i capelli lunghissimi, bianchi e folti, che porta sempre legati. Veste in modo monastico, vive in modo monastico. È in pensione, ha fatto l’operaia ma vive in un appartamento borghese sul Lungotevere, e non è la sola delle sue contraddizioni. A farle compagnia i libri, la musica e del buon vino, qualche volta troppo. La sua vita è sconvolta dall’arrivo nell’appartamento vicino di una coppia con figli: Maria, giovane, leggera e incantevole; il suo compagno Michele, musicista svagato, padre della sua bambina, la piccola Malvina; e Malcolm, adolescente impegnato, figlio di Michele e di una ricca americana. Solo una parete leggera divide la solitudine di Giovanna dalla vitalità della coppia, e ben presto la signora coi capelli bianchi diventa una sorta di babysitter-cuoca-custode-confidente, affascinata e incatenata dalla grazia della bimba, ma anche dal gioco della coppia che osserva suo malgrado con voyeuristica curiosità. Ascoltare e assaggiare le vite degli altri costringe Giovanna a fare i conti col passato represso, da cui affiorano la militanza nella lotta armata e una serie di scelte dalle conseguenze terribili. Ma a far saltare il banco sarà Pietro, il frivolo, attraente padre di Maria, coetaneo di Giovanna, che, lusingata dalle sue attenzioni, non si rende conto del pericolo che corre. Una vacanza nella villa di lui, su un’isola, con Malvina da accudire, e Giovanna vedrà andare in pezzi il suo pallido equilibrio costruito in anni di rinunce e isolamento. Una prima persona asciutta e nervosa, un memoriale che a lungo non rivela nulla, non cede nulla al lettore se non pochi indizi destinati a ricomporsi in un quadro finale di sconcertante, dolorosa umanità. Perché dal passato non si sfugge, è sempre lì, che incalza, pronto a mordere. E quando lo fa non risparmia nessuno, nemmeno chi non c’entra nulla.

LIDIA RAVERA

Nata a Torino, giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d’esordio Porci con le ali, manifesto di una generazione e longseller con tre milioni di copie vendute in quarant’anni (oggi nei Tascabili Bompiani). Ha scritto trenta opere di narrativa (tra cui i tre romanzi Piangi pure, Gli scaduti e L’amore che dura e il saggio narrativo Tempo con bambina (2020) sono nel catalogo Bompiani, come il racconto La somma di due da cui è tratto l’omonimo spettacolo di e con Marina Massironi e Nicoletta Fabbri, diretto da Elisabetta Ratti). Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione.

ROMANZO BOMPIANI

Pagine 360

In libreria 21 aprile

Prezzo 19,00 €