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Primavera, come preparare la pelle all'estate. Intervista alla Dott.ssa Kseniya Tretiakova 

Prevenire l’invecchiamento e sembrare più giovani? Si può! Grazie a uno dei trattamenti più amati dalle donne. Il peeling, detto anche "esfoliazione chimica", è uno dei maggiori alleati “di stagione” per migliorare la texture della pelle. «La primavera è il periodo ideale per preparare la pelle all’estate. Anche se la maggior parte dei peeling di norma viene effettuata durante la stagione invernale, esistono alcune soluzioni di peeling superficiali con componenti che non fotosensibilizzano la pelle e possono essere applicati fino all’inizio dell’estate. Soprattutto se la paziente segue i consigli nel post trattamento». Parola della dottoressa Kseniya Tretyakova, medico chirurgo che da sei anni esercita presso l’Anti Ageing Center di Roma e consiglia a tutte le donne che vogliono migliorare il proprio aspetto di intervenire con un peeling. Si tratta della pulizia dell’epidermide da particelle cheratinizzate e dalle impurità. La rimozione delle cellule morte della pelle migliora il processo di ricambio cellulare, l’afflusso del sangue e la microcircolazione della cute. Inoltre graie al peeling vengono attivati i processi di rigenerazione dei tessuti con la stimolazione della sintesi del collagene e dell’elastina da parte dei fibroblasti (cellule del derma). I vantaggi? La pelle diventa soda, elastica e acquisisce un aspetto più luminoso e giovane.

Come si effettua questa procedura? Quali sono le varie tipologie dei peeling? Quali differenze ci sono tra un peeling medico e quello effettuato in un centro estetico?

«Esistono vari tipi di peeling: meccanici e chimici. I primi sono rappresentati da scrub, microdermoabrasione, peeling con utilizzo dei macchinari come laser o ultrasuono. I peeling chimici sono a base di acidi di diversa natura e concentrazione. Le soluzioni utilizzate nei centri estetici hanno la concentrazione più bassa e agiscono molto superficialmente, utili per il mantenimento e cura della pelle. Ma quando ci si trova di fronte ad un inestetismo da risolvere bisogna utilizzare i peeling ad uso medico. In realtà il mondo della medicina estetica utilizza sempre di meno i peeling meccanici perché comèportano una traumatizzazione della cute, con una minore possibilità di controllo dell’intensità del danno cutaneo. Ci si rivolge sempre di più all’utilizzo dei peeling chimici. Il progresso e l’evoluzione nella formulazione dei peeling ci ha portato all’utilizzo quasi esclusivo dei peeling ad azione superficiale o medio superficiale, abbandonando i peeling ad azione profonda. Le nuove generazioni dei peeling corrispondono perfettamente alle alte richieste nei termini di efficacia e nello stesso tempo non richiedono nessun “ritiro sociale” nel post. Vengono chiamati “lunchtime chemical peels” cioè peeling della pausa pranzo, veloci e senza segni evidenti che costringono le persone a rimanere qualche giorno a casa».

Come ci si prepara al peeling?

«Prima di decidere quale peeling sarà applicato bisogna valutare la condizione della cute e i suoi parametri, come il grado di idratazione, l’intensità di produzione sebacea, la presenza o meno di sensibilità aumentata, attraverso un check-up cutaneo. Come risultato di una accurata valutazione si avrà una diagnosi che descrive il biotipo e il fototipo della cute, le sue problematiche da risolvere e le possibili limitazioni per il trattamento. Sicuramente questa valutazione pre trattamento aiuta a evitare scelte troppo aggressive rispetto alle condizioni "attuali" della cute. Inoltre risulta molto importante tener conto dello stile di vita della paziente per prevedere come si svolgerà il processo di rigenerazione cutanea che segue il trattamento».

Come si sceglie un peeling piuttosto considerando che esistono varie soluzioni?

«Esistono tre direzioni principali di applicazione del peeling. I primi, con effetto antiageing, sono delle formulazioni che agiscono sui segni del crono e del foto invecchiamento: piccole rugosità, ispessimento cutaneo, colorito spento della cute, rilassamento cutaneo. Esistono poi i peeling per la pelle problematica, efficaci nel trattamento dell'acne, della seborrea, delle cicatrici postacne e curano gli osti follicolari dilatati (i cosiddetti pori dilatati) e altre imperfezioni cutanee. Infine, i peeling che agiscono nei confronti delle discromie, ovvero macchie solari e melaniche».

A chi è sconsigliato il peeling chimico?

«Le controindicazioni più evidenti sono legate all’infiammazione cutanea in atto o alla pelle lesa per qualsiasi causa. L’idoneità o meno per la procedura comunque si rivela durante la visita prima del peeling. Se esiste una ipersensibilità o la tendenza all'iperpigmentazione, per esempio, si evita di applicare un peeling perché potrebbe portare a un peggioramento delle condizioni della pelle. Per il resto è un trattamento sicuro ed efficace che porta sempre ottimi risultati».

Cosa bisogna fare e cosa evitare dopo il trattamento? È possibile truccarsi?

«Ci si può truccare, purché si seguano delle regole fondamentali. Ne bastano cinque, ma vanno seguite con scrupolo e attenzione. La regola numero uno per importanza è l'utilizzo della fotoprotezione totale: bisogna applicare una crema solare con fattore 50+. Poi si devono assolutamente evitare le fonti di calore: le zone trattate non devono essere esposte al calore diretto, dal forno in cucina al vapore del ferro da stiro, fino al phon. Regola numero tre: idratare la pelle con una crema, per tre volte al giorno. Regola numero quattro: non sollecitare il processo di esfoliazione, per esempio usando uno scrub. Infine bisogna aumentare il regime idrico, quindi bere molta più acqua rispetto alle solite abitudini».

È un trattamento costoso?

«Il costo varia in base al tipo di peeling scelto e alla relativa concentrazione degli acidi. Nel nostro centro si parte da un minimo di sessanta euro, fino ad un massimo di centoventi. Rappresenta il primo approccio alla medicina estetica: è il trattamento più utile, meno dannoso e soprattutto meno invasivo».

Il mondo della medicina estetica è in costante e continuo rinnovamento: quali sono le ultime novità nel segmento dei peeling?

«Oggi i peeling più funzionanti e d’avanguardia sono rappresentati spesso da un’associazione tra vari acidi ben bilanciati all’interno di un solo prodotto. È un trattamento molto "comodo", perché consente di risolvere più problemi della cute contemporaneamente. Per esempio, un prodotto può contenere: acido lattico, acido salicilico, Arbutina, acido Kojico, acido Phitico  e vitamina A. Questa combinazione tratta benissimo la pelle ispessita e disidratata come nel fotoageing, che presenta anche fini rugosità e macchie solari. È molto pratico avere queste formulazioni che fanno risparmiare tempo e sorprendono per la loro efficacia e multifunzionalità».

Marialuisa Roscino

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