Malattie dei capelli: l’impatto sulla qualità della vita è forte, con ricadute importanti su lavoro e vita sociale

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Con l’intervento della Dott.ssa Bianca Maria Piraccini, Professore Associato presso il Dipartimento Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale (DIMES) dell’Università Università di Bologna. 

I capelli, preziosi alleati di forza e fascino, definiscono la nostra identità e averli, perderli, curarli non è solo una questione estetica ma ha a che fare con il nostro benessere psico-fisico. Sono i recenti dati a descrivere una fotografia tricologica abbastanza allarmante: oltre il 50% degli uomini e un numero crescente di donne soffre di calvizie e il fenomeno si manifesta sempre più spesso già in età molto giovane. Secondo il rapporto di CRLAB, uno dei principali player mondiali nel settore, il 18% delle donne, infatti, già in adolescenza soffre di diradamenti e il 70% degli uomini presenta anomalie a partire dai 20 anni.  In un sondaggio effettuato nel Regno Unito su 2mila maschi il 94% di essi ha il terrore di rimanere calvo e, a conferma di questo scenario, sono tantissimi i giovani gelosi delle loro chiome e interessati alle più sperimentali soluzioni di prevenzione e terapia per la calvizie - alopecia androgenetica in linguaggio tecnico, una sindrome che ha molte cause, dall'ambientale, alla genetica, a quelle più contingenti come lo stress. Importante diviene allora prevenire, non optare per prodotti aggressivi e scadenti, affidarsi agli esperti e informarsi correttamente in merito alla vasta gamma di rimedi possibili. Questo vale in modo particolare, nella stagione primaverile e autunnale, momenti dell’anno nei quali si va incontro alla cosiddetta “caduta di capelli stagionale”. Psoriasi, alopecia, allergie sono solo alcune delle molte patologie che colpiscono il cuoio capelluto e riguardano numeri impressionanti di persone. 

ECCO QUALCHE DATO:

il 50% degli italiani ha una malattia dei capelli, acuta o cronica, risolvibile o no;

il 20-30% dei pazienti che ha contratto il COVID riscontra problemi di caduta dei capelli a distanza di tre o quattro mesi dall’infezione, anche se asintomatica;

il 2% di italiani (adulti e bambini) soffre di alopecia areata;

fino al 40% di persone con alopecia areata soffrono di ansia e depressione;

al 30% delle persone sottoposte a chemioterapia non ricrescono completamente i capelli dopo un anno e il 6% di donne giovani con carcinoma alla mammella vorrebbe rifiutare la chemioterapia per non perdere capelli;

la calvizie maschile colpisce il 50% dei cinquantenni, il 60% dei sessantenni, il 70% dei settantenni, il 15% degli adolescenti

Per approfondire la questione capelli nelle sue molte e complesse sfaccettature si è tenuto recentemente a Bologna il IV Congresso dedicato alle novità diagnostico-terapeutiche dei problemi degli annessi cutanei.

“Le malattie dei capelli sono tutt’altro che un problema puramente estetico, hanno un impatto molto forte sulla qualità della vita e riguardano un numero molto elevato di persone - commenta Bianca Maria Piraccini, Professore Associato presso il Dipartimento Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale (DIMES) dell’Università Università di Bologna e responsabile scientifico del Congresso -. Per fare un esempio concreto - continua la docente - basta citare un dato: nei bambini con alopecia areata si registra un 20% in più di assenza da scuola. E la stessa percentuale riguarda gli adulti e il lavoro. Con i contraccolpi sociali che un dato simile comporta. Bisogna dunque dare dignità a queste malattie, per rendere le cure più accessibili a tutti e migliorare così la vita dei pazienti”. 

INNOVAZIONE E RICERCA 

Ampio spazio nel corso del congresso è stato dedicato alle ultime innovazioni in termini di ricerca e soluzioni. Tra queste, per esempio, a proposito dell’alopecia farmaci ad uso topico di utilizzo estremamente facile e fruibile, la sperimentazione dei farmaci biologici, le nuove frontiere dell’autotrapianto di capelli e le tecniche di copertura di piccole zone prive di capelli del cuoio capelluto, con l’utilizzo di apposite protesi tricologiche parziali. È stato illustrato nel corso del congresso una protesi del capillizio altamente personalizzata, un unicum mondiale realizzato totalmente all’interno dei laboratori CRLAB di Zola Predosa (Bologna) e da qui esportato in tutto il globo. Viene creato utilizzando capelli umani, non trattati, inseriti uno alla volta in una sottile membrana polimerica biocompatibile coperta da brevetto. Il processo produttivo, completamente realizzato a mano, comprende 39 fasi ed è interamente certificato secondo lo standard ISO 9001:2008.