IFO - Regina Elena, chirurgia robotica: eseguiti 1000 interventi in soli nove mesi

IFO - Regina Elena, chirurgia robotica: eseguiti 1000 interventi in soli nove mesi

A tale primato si aggiunge quello regionale dei dati P.Re.Val.E.*: primi nel lazio per interventi sui tumori urologici, del cavo orale e della laringe. Nel podio anche altre specialita’  

Oggi celebriamo un dato numerico di eccellenza: sono 1000 gli interventi di Chirurgia Robotica eseguiti da gennaio a oggi presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), a testimonianza della capacità multispecialistica di eseguire interventi che mirano ad azzerare l’uso della chirurgia open e laparoscopica.   

L’IRE è tra i centri in Italia che esegue più operazioni in varie specialità chirurgiche con il robot Da Vinci (urologia, ginecologia, chirurgia toracica, otorinolaringoiatrica e generale). Significativo l’incremento degli ultimi 4 anni: aumento del 50% l’anno passando dai 450 interventi del 2020 ai 1500 previsti per fine 2023 con tecnica robot-assistita. Ricerca scientifica e modelli gestionali evoluti accompagnano tale crescita. Per questo l’IRE è anche primario centro di riferimento nella formazione, pianificazione, progettazione, controllo e sicurezza tecnologica e delle apparecchiature biomedicali. 

L’IRE si attesta, inoltre, anche nel 2022 tra i primi centri nel Lazio per gli interventi delle neoplasie urologiche della prostata, del rene e della vescica insieme alle neoplasie testa-collo, in particolare del cavo orale e della laringe e per le ricostruzioni mammarie dopo asportazione del tumore. A certificarlo sono i dati del Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari - P.Re.Val. E.* Il robot offre molteplici ed enormi vantaggi: visione amplificata e tridimensionale del campo operatorio, possibilità di eseguire movimenti fini che annullano il fisiologico tremore della mano, preservazione delle più delicate strutture anatomiche, rapida ripresa post-operatoria e veloce ritorno alle normali attività quotidiane del paziente. Gli IFO, tra i primi ad introdurre in chirurgia la tecnica robotica, contribuiscono a farla evolvere grazie alla ricerca, a studi scientifici e alla capacità di mettere a punto tecniche originali. 

E’ negli interventi più complessi che l'uso del robot ha dato i maggiori vantaggi clinici, come ad esempio il trattamento dei tumori vescicali infiltranti e la chirurgia robotica conservativa dei tumori renali. In queste procedure l’Urologia IRE, diretta da Giuseppe Simone è da anni leader nazionale ed internazionale.       
La cistectomia radicale robotica con ricostruzione di neo-vescica ileale ortotopica con tecnica totalmente intracorporea ne è un ulteriore esempio. E’ una procedura chirurgica mini-invasiva che consiste nella rimozione della vescica, dei linfonodi pelvici, e nella ricostruzione di una neo-vescica, tramite 6 piccoli accessi chirurgici di circa 1 cm. Un segmento di intestino viene isolato e riconfigurato come una pallina da tennis, posizionato nella stessa sede della vescica naturale in modo da permettere di urinare attraverso la via naturale dell’uretere.
Tale tecnica eseguita in pazienti giovani, consente oggi la preservazione di una vita sessuale normale nel 75% dei pazienti e le giovani donne mantengono la possibilità di una gravidanza.          

 

Da 15 anni l’urologia IRE ha standardizzato la tecnica "Off-clamp" per le neoplasie renali, ovvero senza alcun clampaggio (l’uso temporaneo delle pinze che chiudono un vaso o un segmento intestinale). I dati dimostrano significativi vantaggi in termini di funzionalità renale, sia nell'immediato che a distanza di 10 anni dall'operazione. L'esperienza permette una chirurgia conservativa anche per tumori totalmente all'interno del rene: grazie ad una particolare telecamera ad infrarossi della piattaforma robotica, dopo aver "marcato" in fase pre-operatoria il tumore con un colorante fluorescente (verde di indocianina), è possibile asportarlo con dettaglio millimetrico, in modo da minimizzare il danno al tessuto renale sano. 

La chirurgia robotica è protagonista anche nel trattamento dei tumori testa-collo (cavo orale e laringe). Neoplasie che hanno avuto un incremento importante nei paesi occidentali, dovuto alla comparsa sulla scena di un nuovo fattore di rischio: il virus dell’HPV a trasmissione sessuale che colpisce in prevalenza la popolazione più giovane e va ad affiancare i fattori più noti quali l’alcol e il fumo di sigarette. L’enorme vantaggio che offre il robot è quello di evitare interventi molto demolitivi, soprattutto per asportare i tumori oro-faringei attraverso la mandibola. Consente, infatti, di intervenire dalla bocca senza violare ossa e lingua con un decorso post operatorio molto meno gravoso e una ripresa più rapida per il malato. Ricordiamo che la Chirurgia cervico facciale IRE, diretta da Raul Pellini, ha messo a punto da qualche anno una tecnica di asportazione di linfonodi retrofaringei, difficili da raggiungere con interventi classici, grazie all’utilizzo del robot.  

Meritevoli anche i dati della Chirurgia del Polmone, della Ginecologica Oncologica per l’uso della robotica cui si aggiungono la Chirugia Mammaria e la Chirurgia ricostruttiva del tumore al seno, che per numero di interventi si attestano tutte tra le prime tre nel Lazio. 

“I risultati raggiunti sono la testimonianza dell’attenzione che gli Istituti rivolgono al paziente fragile e alle patologie oncologiche complesse – dichiara Marina Cerimele, direttore generale IFO.- Proseguiamo determinati nella continua innovazione a favore dei cittadini.” 

 

 

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