La Caretta caretta, di appena 4-5 anni, è stata recuperata dalla rete TartaLazio e trasferita al Centro di Primo Soccorso di Zoomarine. Dopo l'intervento veterinario ha ricominciato a mangiare e sta recuperando peso
Aveva un amo da palamito conficcato nella bocca e un filo collegato a una tanica galleggiante, probabilmente utilizzata come segnalatore per una lenza da pesca. È stata trovata mentre galleggiava in superficie nelle acque antistanti la spiaggia di Maccarese una giovane tartaruga marina della specie Caretta caretta, recuperata dopo la segnalazione alla Guardia Costiera e affidata alla rete regionale TartaLazio.
L'esemplare è stato trasferito al Centro di Primo Soccorso per le tartarughe marine di Zoomarine, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione dell'amo, oltre agli accertamenti diagnostici e alle terapie necessarie.
L'amo era rimasto agganciato alla commessura labiale e, fortunatamente, è stato possibile rimuoverlo in tempi relativamente brevi. «Il problema, in questi casi, è il rischio di infezione e il prolungato digiuno», spiega il medico veterinario e direttore zoologico di Zoomarine, Camillo Sandri. La tartaruga, infatti, non riusciva a muoversi liberamente e presentava già un progressivo peggioramento delle condizioni.
Al momento del ricovero pesava poco più di due chilogrammi. Gli esami hanno evidenziato anche una significativa presenza di aria nell'intestino, una condizione che le impediva di immergersi e di mantenere un corretto assetto in acqua.
Le condizioni dell'animale sono però migliorate rapidamente. Dopo appena due giorni ha ricominciato ad alimentarsi e in quattro giorni ha recuperato circa 80 grammi. «La stiamo alimentando con 20 grammi al giorno di interiora di pesce ad alta digeribilità», spiega Sandri, «in modo da consentirle di assimilare quasi completamente i nutrienti e recuperare peso in modo graduale».
Se il recupero proseguirà senza complicazioni, la giovane tartaruga potrebbe tornare in mare nel giro di alcune settimane.
Il Centro di Primo Soccorso di Zoomarine opera dal 2015 in collaborazione con la rete regionale TartaLazio e si occupa del recupero e della cura delle tartarughe marine trovate in difficoltà lungo il litorale laziale. Tra le principali cause di ferimento ci sono gli ami e le reti da pesca, l'ingestione di plastica e le collisioni con le imbarcazioni.
L'obiettivo del percorso di recupero è quello di restituire gli animali al loro ambiente naturale una volta completata la riabilitazione.
