Taste of Roma 2026, il ritorno che conquista la città: oltre 50mila piatti serviti al Gazometro

Taste of Roma 2026, il ritorno che conquista la città: oltre 50mila piatti serviti al Gazometro

Si è conclusa con numeri importanti e una forte impronta contemporanea la decima edizione di Taste of Roma 2026, tornata dopo quattro anni di assenza in una veste completamente rinnovata. La manifestazione ha scelto come nuova casa gli spazi post-industriali del Gazometro, oggi simbolo di innovazione e rigenerazione urbana, attirando migliaia di visitatori e un pubblico composto in gran parte da under 35.

Cinque giorni di eventi, incontri e degustazioni hanno trasformato l’area in un vero e proprio villaggio del gusto, dove 20 chef e altrettanti ristoranti romani hanno servito oltre 50mila piatti, confermando il forte legame tra la città e uno degli appuntamenti gastronomici più attesi della Capitale. 

“La nuova location ha dato un’energia completamente diversa alla manifestazione”, è stato il commento condiviso da pubblico e chef presenti. Un entusiasmo che ha accompagnato tutta la kermesse e che, secondo gli organizzatori Silvia e Mauro Dorigo di Be.it Events, segna l’inizio di una nuova fase per il festival.

“Ritrovare un pubblico così partecipe, curioso e appassionato è stata la soddisfazione più grande di questa edizione”, ha dichiarato Silvia Dorigo, sottolineando come la risposta della città abbia confermato il ruolo centrale assunto da Taste of Roma nel panorama degli eventi enogastronomici romani.

Per Mauro Dorigo, invece, il Gazometro ha rappresentato perfettamente la visione del nuovo corso della manifestazione: “Contemporaneità, sostenibilità e orientamento al futuro sono stati gli elementi chiave che ci hanno guidato”. 

Ed è proprio il tema dell’innovazione ad aver caratterizzato l’edizione 2026. La scelta della location, dove archeologia industriale e nuove tecnologie convivono, ha dato alla manifestazione un forte impatto scenografico e simbolico. Il giardino centrale, tra installazioni luminose e i profili dei Gazometri illuminati al tramonto, è diventato uno spazio di incontro e condivisione capace di raccontare una nuova idea di festival gastronomico. 

Accanto ai grandi nomi del fine dining, il programma ha dato spazio anche a giovani chef, brand emergenti e nuovi progetti della ristorazione contemporanea. Più che un confronto generazionale, Taste of Roma ha voluto promuovere un dialogo aperto tra esperienze diverse, creando occasioni di scambio e contaminazione creativa. 

Grande attenzione è stata dedicata anche al coinvolgimento delle nuove generazioni di food lovers, sempre più interessate ad avvicinarsi all’alta cucina attraverso formule accessibili e informali.

La sostenibilità è stata uno dei temi centrali dell’intera manifestazione. Non solo nella scelta delle materie prime, ma anche nella riflessione sul lavoro, sulla filiera produttiva e sulla responsabilità sociale del settore food. Argomenti affrontati durante talk, panel e incontri ospitati sul main stage Enilive e nella Taste Arena, che hanno coinvolto chef, esperti, startup e accademici italiani e internazionali.

Grande successo anche per le 23 masterclass andate sold out durante tutte le giornate dell’evento, con gli chef impegnati a guidare il pubblico nella preparazione di alcuni dei piatti simbolo delle loro cucine.

Tra brindisi, dj set, networking e degustazioni, Taste of Roma 2026 ha confermato la propria capacità di unire intrattenimento, cultura gastronomica e sensibilizzazione sui temi della salute e dell’ambiente, parlando un linguaggio contemporaneo e inclusivo. 

A scandire il ritmo delle serate è stata Dimensione Suono Roma, media partner della manifestazione, che ha animato gli spazi con 14 dj set in cinque giorni. 

L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale, insieme al supporto di numerosi partner del mondo food, beverage, mobilità e innovazione.

foto P.Campana 

P.B.

 

 

Image

Publish the Menu module to "offcanvas" position. Here you can publish other modules as well.
Learn More.