Cachi: alleati del nostro fegato e ottimi per i bambini

Il termine “cachi” altro non è che una formula abbreviata del giapponese kaki noki. Una varietà molto diffusa è anche quella del cachi vaniglia simile alla mela per forma e consistenza, la polpa infatti si taglia a fette, ma dal sapore tipico del cachi.

Un etto di questo frutto, con buccia giallo arancio, fornisce 65 calorie ed è composto per l’80 per cento di acqua e fino al 18 per cento di zuccheri con tracce di proteine e grassi, mentre presenta circa un 2,5 di fibre.

Nel pieno della stagione dei cachi, la “mela d’Oriente” secondo la definizione letteraria per la sua origine prima in Cina e poi in Giappone, dove è conosciuto come Loto (il frutto) e Albero della Pace (la pianta), vale la pena fare un punto su quanto possa essere utile per la nostra salute e per le nostre giornate questo tipico frutto autunnale. Un frutto che, tra l’altro, possiamo usare molto in cucina. 

I cachi contengono molteplici proprietà, sono infatti:

  • Agendo direttamente sul fegato e sull’intestino, il cachi è un naturale lassativo grazie ai tannini e alle fibre presenti nella sua polpa. Con una raccomandazione per beneficare di questa funzione: va mangiato maturo.
  • Per questa funzione invece il frutto va mangiato a colazione acerbo. Diventa così, un ottimo diuretico grazie al contenuto di potassio.
  • Energizzante. Il cachi è considerato un frutto ideale per i bambini, gli sportivi e gli astenici poiché ha ottime capacità energizzanti, grazie agli zuccheri che contiene.

Sono inoltre ricchi di vitamine e minerali come il potassio, il fosforo e il magnesio: il cachi, o kaki.

Proteggono e depurano il fegato, uno degli organi più delicati del nostro corpo e sono ottimi a merenda per i bambini.

Per gli adulti, il consiglio è di non andare oltre uno, al massimo due, cachi al giorno.
Il momento migliore è la mattina a colazione, sbucciati e senza semi. Oppure come spuntino nel pomeriggio.

Marialuisa Roscino