Lo zucchero: benefici e controindicazioni

  • Scritto da Marialuisa Roscino

Lo zucchero o saccarosio, disaccaride formato da una molecola di glucosio e una di fruttosio, influisce sia sul sistema nervoso che sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione con conseguenti stati d’irritabilità, falsa euforia, bisogno di prendere altro zucchero, ecc. Ciò accade per via dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la cosiddetta glicemia. Conseguentemente, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue provocando una brusca discesa del tasso glicemico detta "crisi ipoglicemica" caratterizzata da uno stato di malessere, sudorazione, irritabilità, aggressività, debolezza, bisogno di mangiare per sentirsi di nuovo su.

Il corpo, per contrastare questa situazione stressante, secerne quindi altri ormoni per portare la glicemia a livelli ottimali, tra i quali l’adrenalina, l’ormone della paura e dell’aggressività. Questa “zucchero-mania” è una vera e propria dipendenza psicologica e fisica che si sviluppa generalmente durante l’infanzia e si traduce spesso durante l’età adulta nel consumo di altre sostanze (caffè, alcol, tabacco, ecc.). Lo zucchero si ricava dalla canna da zucchero (pianta coltivata in America centrale e meridionale) e dalla barbabietola da zucchero (pianta coltivata in Europa). La bietola da zucchero è una varietà di Beta vulgaris, pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiacee. Nei primordi della coltivazione, la bietola non conteneva che il 5-6% di zucchero ma con una razionale selezione, durata oltre un secolo, si è arrivati a una media del 15%. La canna da zucchero (Saccharum officinarum) è invece una pianta tropicale della famiglia delle Poaceae, con midollo molto dolce e succoso. Lo zucchero di panela (zucchero in pani) è stato il principale dolcificante usato dalla popolazione locale dal tempo coloniale in America Latina. La panela, nonostante il grande sviluppo raggiunto dall'industria dello zucchero continua a occupare un posto importante, sia nei settori più umili della popolazione che nell'industria.

Curiosità sullo zucchero

L’uso di zucchero, così come quello di sale (a secco o in salamoia) o alcol, determina negli alimenti un effetto simile alla sottrazione di acqua e si traduce in un’azione conservante. Infatti, il sale e lo zucchero si legano all’acqua presente rendendola inutilizzabile per i microrganismi potenzialmente dannosi.  Lo zucchero bianco è, peraltro, uno dei rarissimi alimenti che non ha data di scadenza e ciò vuol dire che nessun batterio lo può utilizzare o, al massimo, può assorbire l’umidità in essa contenuta. In commercio esistono differenti tipi di zuccherozucchero integrale di canna, dall’aspetto pastoso e scuro, che è 100% succo di canna concentrato e che non subendo trattamenti chimici, conserva gran parte delle vitamine, minerali (anche oligoelementi), ecc; zucchero greggio, dall’aspetto che può trarre in inganno, ha subito trattamenti chimici nella fase di depurazione allontanando gran parte dei nutrienti (bisogna sapere che spesso, per accentuarne la colorazione brunastra, lo zucchero greggio è trattato con caramello ammoniacale E150); zucchero raffinato o bianco che è saccarosio puro quindi pura energia non accompagnato da vitamine e minerali che rimangono invece intatte nello zucchero integrale.

Ma lo zucchero bianco è così davvero dannoso per la salute?

Negli ultimi tempi, moltissimi sono stati i messaggi allarmistici sulla tossicità dello zucchero bianco, il comune saccarosio. C’è infatti chi ritiene che lo zucchero bianco lesioni i centri nervosi e provochi invecchiamento precoce, distruggendo inoltre, tutte le vitamine del gruppo B. È stato definito addirittura “veleno bianco”. Molti medici dietologi e nutrizionisti sostengono gli effetti negativi dello zucchero sull’organismo. Tuttavia, al di là di questo allarme, c’e’ da dire che lo zucchero presente in natura, cosi’ com’è, e’ fondamentale per l’organismo ed è fonte di vita come l’acqua e il cibo. Il problema dunque si presenta, nel momento in cui, lo zucchero viene sotto posto a processi di raffinazione e trattato con sostanze come il latte di calce e altre sostanze che ne impoveriscono le qualità. Stesso discorso va fatto per lo zucchero di canna che non è altro che zucchero ottenuto dal succo estratto dalle canne schiacciate artigianalmente, senza cioè l’uso di sostanze chimiche. Sotto questo punto di vista e’ piu’ sano lo zucchero di canna, ma la differenza in calorie e’ minima, a favore dello zucchero di canna, è possibile utilizzarne poco per dolcificare, ma se si preferisce assumere meno calorie e’ senza dubbio meglio optare per il miele o il fruttosio. Un altro dolcificante naturale, infine, caldamente consigliato dai nutrizionisti per le sue proprietà nutritive di cui è composto è il succo d’acero.

Marialuisa Roscino

 

 

 

I Cavolfiori: alleati della tiroide e dell’apparato cardiovascolare

  • Scritto da Marialuisa Roscino

I cavolfiori sono una verdura tipica della stagione fredda. Tali ortaggi, aiutano a regolare il battito cardiaco e a tenere sotto controllo la pressione arteriosa; stimolano il funzionamento della tiroide e sono utili nell’alimentazione di chi soffre di colite ulcerosa. È opportuno approfittare delle loro caratteristiche nutritive e consumarli un paio di volte la settimana per tutto l’inverno. Grazie al limitato contenuto calorico e all’elevato potere saziante, i cavolfiori sono perfetti anche per chi segue una dieta dimagrante. Basti pensare che 100 g di cavolfiore bollito contengono solamente 40 kcal / 167 kj I cavolfiori crudi e non lavati si possono conservare in frigorifero fino a dieci giorni, ma una volta cotti si possono tenere al massimo 2 giorni.

Essendo ortaggi delicati, e dunque facilmente deperibili, è consigliabile consumarli freschissimi, anche per poter beneficiare pienamente delle loro proprietà. I cavolfiori sono inoltre ricchi di minerali e vitamine, in particolare di vitamina CIl centrifugato di cavolfiori è un valido rimedio naturale contro il raffreddore. Sono anche alimenti antiossidanti e antinfiammatori. Sono indicati anche in caso di diabete in quanto contribuiscono, con la loro azione, al controllo della glicemia. Alcuni recenti studi scientifici attribuiscono loro, proprietà anticancro.

Marialuisa Roscino
 

Mirtilli: amici di gambe e circolazione sanguigna

  • Scritto da Marialuisa Roscino

Secondo alcune recenti ricerche effettuate negli Stati Uniti, i mirtilli rappresentano un valido rimedio per tutti i problemi venosi caratterizzati da pesantezza alle gambe, formicolii, prurito, crampi, gonfiore. Grazie infatti, al loro contenuto di acqua e minerali, i mirtilli favoriscono la diuresi e contrastano la ritenzione idrica. Queste piccole bacche, riattivano così, la circolazione periferica e sgonfiano gambe e cosce, drenando la ritenzione e tonificando i tessuti. I mirtilli prevengono inoltre, le infezioni urinarie (cistiti, uretriti), sia attraverso la stimolazione della diuresi e sia impedendo l’adesione dei batteri alla parete delle vie urinarie. L’effetto sgonfiante è immediato.

Tra le altre proprietà più vantaggiose per la salute e per la linea, i mirtilli consentono di aumentare il cosiddetto “colesterolo buono” nel sangue e quindi di svolgere un’azione protettiva sul cuore e sulla circolazione. Questi frutti di bosco dal colore blu, se da una parte dunque, rappresentano una fonte di alimento, dall’altra, vengono utilizzati anche come medicamento e non solo…Sarebbero infatti, dotati di un enorme quantitativo di sostanze antiossidanti, in grado quindi di prevenire patologie cardiovascolari, proteggere dai tumori e addirittura ritardare il naturale processo di invecchiamento.

IL MIRTILLO E LE SUE PROPRIETÁ BENEFICHE
I mirtilli sono uno degli alimenti antiossidanti naturali più potenti, grazie alla ricchezza di vitamina A, C ed E e di antocianine, di cui la più importante è la mirtillina.
Come riconoscerli?
Frutto tipico del sottobosco, il mirtillo (Vaccinium Myrtillus), si trova un po’ in tutta Italia, cresce soprattutto nelle zone montane (sulle Alpi e gli Appennini), nei boschi e trova la sua maggiore diffusione sui terreni ricchi di humus. È un piccolo arbusto appartenente alla famiglia delle Ericacee. Alto circa 60 cm, si distingue in tre differenti specie: mirtillo nero, rosso e blu.

Le proprietà del mirtillo nero

Il mirtillo nero è particolarmente ricco di acido folico (una vitamina molto importante per le varie numerose funzioni che svolge) e contiene tannini e glucosidi antocianici, i quali oltre a dare al frutto il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura.

Le antocianine infine, presenti in grandi quantità, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un’azione antiemorragica nonché contro i radicali liberi. Tutte questa sostanze poi favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista specialmente la sera, quando c’è poca luce. Il mirtillo nero è senz’altro, quello maggiormente ricco di principi salutari. Infatti contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l’acido citrico (che protegge le cellule) ma anche l’acido ossalico, l’idrocinnamico e il gamma-linolenico. L’acido ossalico è quello che conferisce il classico sapore asprigno del frutto; l’acido idrocinnamico è molto efficace perché è in grado di neutralizzare le nitrosammine cancerogene (prodotte nell’apparato digerente in conseguenza dell’ingestione di nitrati); l’acido gamma-linolenico invece è molto utile al sistema nervoso perché previene lanefropatia diabetica.

Le proprietà del mirtillo rosso.

Il mirtillo rosso (ricco di ferro, vitamina C e fibre) è diffuso in molte regioni dell’Europa e nelle zone collinari e montane dell’Italia (specialmente sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali) e il terreno che predilige è quello soleggiato o parzialmente ombroso. I suoi frutti sono molto saporiti e generalmente vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate. Questo è considerato dagli esperti un alimento sano e curativo. In medicina, i mirtilli rossi vengono utilizzati al prevenire e curare le infezioni alle vie urinarie (in particolar modo la cistite provocata da Escherichia coli, riducendone la quantità nelle urine); la sua efficacia è apprezzabile anche per quanto riguarda le micosi e i virus. Quantità ridotte di mirtilli rossi, possono ridurre il livello di calcio nell’urina, evitando situazioni di aggravamento, per chi soffre di calcoli renali. La sua utilità è dimostrata anche come coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle quale la couperose. Per quanto riguarda invece, il loro utilizzo dal punto di vista alimentare, i mirtilli rossi vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate, conserve e gelatine, o per essere gustate con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero, magari “accompagnate” da more e lamponi, a costituire la classica coppa di frutti di bosco, servita e consumate specialmente nelle località alpine. Anche la grappa che si ottiene dalla macerazione di questi frutti (con un alto grado alcolico), ha un sapore intenso e delicato e viene acquistata in grandi quantità dalle migliaia di turisti che si recano a soggiornare nei caratteristici paesini di montagna. La differenza con il mirtillo nero non è da attribuire solo al colore e al sapore, ma anche alla consistenza delle foglie, che si presentano coriacee, lucenti e persistenti. 

I mirtilli neri come antiossidanti… I mirtilli neri sono antiossidante, antinfiammatori, vasoprotettivi e antibatterici. L’azione di questi frutti è apprezzabile soprattutto per quanto riguarda i problemi legati ai capillari (ne rinforza infatti le pareti). Ecco perché in caso di couperose vengono prescritte dagli specialisti, creme a base di mirtilli.

COME GUSTARE I MIRTILLI … Come succo: è posibile assumere il succo concentrato di mirtillo (meglio se centrifugato fresco), nella dose di uno o due bicchieri al giorno a digiuno. Il frutto intero: Le piccole dimensioni delle bacche di mirtillo rendono questo frutto facilmente utilizzabile in cucina in una molteplicità di piatti, specialmente nelle macedonie assieme ad altri frutti o in aggiunta a un vasetto di yogurt magro. Il modo migliore per trarre vantaggio da tutte le proprietà del mirtillo è sicuramente quello di consumare le bacche di mirtillo fresche allo stato naturale (dopo averle ben lavate), approfittando anche degli indiscutibili vantaggi di una camminata in un bosco di montagna per la raccolta. Le bacche di mirtillo possono anche essere surgelate senza perdere le loro proprietà. 

In composta a colazione aiutano l’intestino… Con i mirtilli freschi puoi anche preparare una composta casalinga ponendo in una pentola due manciate di bacche fresche, un cucchiaio di zucchero di canna e un poco di acqua: porta a bollore e fai raffreddare. Usa la composta sul pane per colazione: depura e sgonfia l’intestino.

I mirtilli in capsule se le gambe sono molto gonfie… In fitoterapia è molto efficace anche l’estratto secco di mirtillo al 6% titolato in antocianosidi al 15% (2-4 capsule al giorno per 40 giorni): questa formulazione concentrata cura tutti i problemi di insufficienza venosa che si manifestano con gonfiori degli arti inferiori e ritenzione.

Marialuisa Roscino
 

Estate: alimentazione corretta e stili di vita

  • Scritto da Marialuisa Roscino

Scopriamo insieme i cibi più idratanti. In estate, occorre fare maggior rifornimento di acqua e cibi idratanti. Per quali ragioni? Con l’aumento delle temperature il corpo perde più liquidi, attraverso la sudorazione e il respiro: questi liquidi vanno quindi integrati. Assieme all’acqua si perdono anche sali minerali e vitamine idrosolubili, per questo oltre a bere più acqua è opportuno consumare cibi idratanti e ricchi di minerali e vitamine, in particolare frutta e verdura. Avere un’idratazione adeguata quindi non solo favorisce uno stato di benessere generale e aiuta a eliminare le tossine, ma evita anche ulteriori problemi che la disidratazione comporta: dalla stipsi a problemi più seri come malori e stato confusionale.

Il nostro organismo necessita di circa 3 litri di acqua al giorno: un litro e mezzo viene introdotto attraverso gli alimenti e il restante litro e mezzo con l’acqua bevuta. Se normalmente viene consigliato di consumare circa 8 bicchieri di acqua al giorno, in estate i bicchieri dovrebbero arrivare a 10.
Complessivamente con alimenti e acqua l’introito del giorno estivo dovrebbe essere intorno ai 2 litri circa.
L’acqua è vita, il nostro organismo è composto per circa il 70% da acqua, ciò di cui ci nutriamo contiene per lo più acqua e soprattutto è necessario garantire un adeguato apporto di acqua tutti i giorni, per rimanere in salute.
I cibi più idratanti
Quali cibi e bevande sono quindi da preferire per soddisfare le necessità di acqua durante la bella stagione?
• Innanzitutto vanno scelti i cibi più “acquosi”, come la frutta, in particolare anguria e melone, la verdura, il latte, i succhi di frutta, lo yogurt, sorbetti e gelati alla frutta. Sono preferibili senza alcun ombra di dubbio bevande poco o per niente zuccherate.
• Per gli anziani, che spesso bevono poco d’estate, si consigliano passati e creme di verdura.
• Per la merenda dei bambini si può optare per ghiaccioli e gelati alla frutta, senza esagerare perché sono alimenti ricchi di zuccheri e anche grassi.
• Via libera invece a spremute, frullati e frappè a base di frutta e latte, centrifugati, verdura, latte e yogurt.
• Naturalmente, più acqua che tra l’altro, non fornisce calorie, ma se calcica con almeno 200 mg di calcio per litro è un’ottima fonte per integrare questo minerale, considerando che la popolazione italiana ne assume meno del fabbisogno giornaliero.

Va inoltre ricordato, che è importante mantenere un’idratazione adeguata in qualsiasi situazione: infatti semplicemente respirando si perdono tra i 250-350 millilitri di acqua al giorno. Per questo motivo bisogna tenere presenti alcuni accorgimenti:
• E’ bene idratarsi con più frequenza se si verifica un aumento della sudorazione, o in caso di diarrea o vomito.
• Bisogna fare attenzione quando si è in montagna, perché in alta quota si tende a urinare più spesso e la frequenza respiratoria aumenta.
• Il fabbisogno di acqua aumenta durante gravidanza e allattamento, va da 2 fino a 3 litri per le donne che allattano.
• Se si sente molto caldo, bagnare il corpo per diminuire la temperatura.
Per concludere, l’acqua non solo ha effetti positivi sulla salute e il benessere dell’organismo, ma ha anche risvolti da un punto di vista estetico: rende la pelle più liscia.

Marialuisa Roscino