Pomezia: inaugurato Labio 4.0 di Alfasigma nuovo centro di ricerca e sviluppo tecnologico

Il gruppo farmaceutico Alfasigma prosegue il suo impegno nell’ambito della ricerca e sviluppo. E’ stato inaugurato a Pomezia il “Labio 4.0 Marino Golinelli”, caratterizzato da nuovi laboratori dedicati alla tecnologia farmaceutica e alla chimica analitica. La nuova struttura, che si estende su 5.600 metri quadrati e che ha visto un investimento di oltre 17 milioni di euro, porta Alfasigma a essere una delle prima cinque aziende farmaceutiche a capitale italiano. All'inaugurazione di Labio 4.0 erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il direttore generale di Farmindustria, Enrica Giorgetti, il consigliere economico del Mise, Giovanni Tria, il neo direttore Ricerca del ministero della Salute, Giuseppe Ippolito, la deputata del Partito Democratico e già ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e l’assessore alla salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

“La decisione di investire nella ricerca e nell'innovazione tecnologica in Italia è quel che l'intero Paese chiede alle sue menti più innovative”, ha scritto in una lettera il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che ha tenuto ha inviare il suo saluto. Per il presidente di Alfasigma, Stefano Golinelli “il centro di ricerca e sviluppo di Pomezia, Labio 4.0, è stato intestato al nostro fondatore, Marino Golinelli, perché ci ha insegnato e ci insegna ancora oggi, a oltre 100 anni, ad avere fiducia nel futuro e nell'innovazione. Noi crediamo nella ricerca farmaceutica e in questa storia di successo tutta italiana: lo dimostriamo con il nostro investimento in R&D, ma anche con il potenziamento degli impianti produttivi e nell'acquisizione di nuove molecole e nuovi progetti”.

All'interno del centro polivalente sono presenti i laboratori di sviluppo di formulazioni innovative, i laboratori di chimica analitica e il nuovo impianto pilota, cui si aggiungeranno i laboratori di Biotecnologie e Nanotecnologie. Proprio questo impianto rappresenta una delle peculiarità di Labio 4.0: è in grado di calibrare produzioni di lotti clinici-sperimentali per nuove specialità in forma orale (granulati, compresse rivestite e non, capsule, cronoidi/minitabs), operando su una scala intermedia tra il kilolab (la dimensione del laboratorio di sviluppo tecnologico) e la produzione semi-industriale. Non solo, attraverso il nuovo Impianto pilota, sarà possibile accelerare gli step intermedi tra la fase ideativa e quella realizzativa, cioè eseguire micro-produzioni con forme farmaceutiche innovative in Scale-Up (scalabilità da piccolo a grande) e in Scale-Down (scalabilità da grande a piccolo) sfruttando le potenzialità della scala intermedia. Obiettivo: ottimizzare i processi esistenti, caratterizzare al meglio quelli sviluppati nei laboratori tecnologici prima della fase di industrializzazione, con un conseguente impatto in termini di risorse e tempistiche. Il dipartimento di Ricerca & Sviluppo dell'azienda impiega 138 ricercatori, di cui la maggioranza donne (86 ricercatrici e 52 ricercatori). Labio 4.0 ospita circa la metà di questi che sono distribuiti nei centri R&D di Pomezia e Bologna.

“Alfasigma ha recentemente iniziato l'aggiornamento della pipeline di ricerca per nuovi prodotti, sia massimizzando il know-how interno nell'area gastroenterologica sia privilegiando partnership selezionate per gli aspetti innovativi e di frontiera”, ha spiegato il direttore R&S, Emilio Merlo Pich, “Per esempio, abbiamo in sviluppo alcuni progetti indirizzati al microbiota intestinale, un'area in cui Alfasigma è già presente con la rifaximina, e altri progetti innovativi basati sull'uso di prodotti biotech e nanotecnologici, con un forte interesse nell'area delle malattie rare gastroenteriche e neurologiche. Tali attività sono supportate da piattaforme di ricerca esternalizzate, come ad esempio il Microbioma Lab, recentemente creato da Alfasigma con l'Humanitas di Milano, o la star-up Novavido, realizzata con l'Istituto italiano di tecnologia".

Nel corso di un dibattito sull'innovazione che si è tenuto nell'auditorium dello stabilimento produttivo, sono stati presentati gli ultimi numeri (fonte Farmindustria e Nomisma) relativi al comparto delle aziende farmaceutiche italiane e a quelle a capitale italiano medio/grandi: nel 2020 il valore della produzione del comparto farmaceutico italiano è cresciuto a 34 miliardi di euro e con una quota in crescita dell'1% nel computo del totale export (7%); le aziende a capitale italiano medio/grandi rappresentano un'eccellenza assoluta, fatturato mondiale pari a 12,5 miliardi; più del 70% dei ricavi è realizzato fuori dai confini nazionali, segnale forte e tangibile di una concreta strategia di internalizzazione delle imprese a capitale italiano; le aziende hanno incrementato l'occupazione più qualificata per rispondere alle sfide dei mercati globali (più del 60% degli occupati in Italia con laurea). Le aziende a capitale italiano hanno investito più di 1,2 miliardi in attività di R&D, con un incremento del 19% rispetto all'anno precedente, ovvero più del 10% dei ricavi totali.