Urbanistica, i Piani di Zona tra sostenibilità ambientale, sociale ed economica

L’Amministrazione capitolina ha portato avanti e perfezionato un’operazione di riordino dei Piani di Zona. Grazie a un lavoro complesso di analisi e monitoraggio dei Piani, per verificare lo stato di completamento dei lotti assegnati, dei servizi realizzati e l'attuale quadro dei piani non ancora avviati, si sono attuate una serie di azioni strategiche che prevedono, a seconda dei casi, la rimodulazione, riprogrammazione o cancellazione dei programmi non più attuabili per garantire la tutela del territorio e i diritti dei cittadini.

Tre le azioni messe in campo dall'amministrazione per tutelare il diritto all'abitare, garantire il rispetto degli obiettivi della norma e puntare alla sostenibilità ambientale a partire dalla reale attuazione dei piani.

La prima riguarda il tema della legalità, per rispondere alle denunce dei cittadini: il lavoro della Commissione d'indagine amministrativa sui piani di zona ha permesso di approvare delibere di annullamento e decadenza nei confronti di società che non hanno rispettato i patti convenzionali e il prezzo massimo di cessione ai cittadini stabiliti in accordo con l'amministrazione.

La seconda, attraverso il Protocollo d'intesa tra Roma Capitale e la Regione Lazio, mira alla realizzazione di opere di urbanizzazione strategiche all'interno dei piani di zona.

La terza riguarda la ripianificazione per favorire il completamento dei piani di zona ancora non terminati e la cancellazione di quelli non ancora avviati e oggi non più funzionali agli obiettivi della norma, ovvero non sostenibili dal punto di vista ambientale (perché non limitano in nessun modo il consumo di suolo), economico (perché le case avrebbero costi più alti del mercato privato), sociale (perché si creerebbero nuove aree senza servizi e non accessibili).

Queste azioni puntano a tutelare aree verdi, agricole e idrogeologicamente fragili nell’ottica di una reale politica di contenimento del consumo di suolo.

Un lavoro che ha visto una prima fase di verifica dei piani non ancora attuati per individuare le imprese sane che possono operare sul territorio, l’analisi dello stato di completamento dei lotti assegnati e dei servizi realizzati, l’istituzione di una commissione specifica sul rispetto dei patti convenzionali e del prezzo massimo di cessione.

Tre gli obiettivi della ripianificazione: dare densità, generare intensità e garantire diritti. Dare densità significa riprogettare i piani in cui è possibile completare i tessuti e rigenerare l’esistente favorendo l’edilizia pubblica. Generare intensità vuol dire completare i piani e attivare gli investimenti per dotare i quartieri di servizi urbani e sociali. La garanzia dei diritti si ottiene attraverso il contenimento dei prezzi delle case e riportando così la casa al centro delle politiche pubbliche.

"Grazie a un intenso lavoro, oggi possiamo annunciare un’operazione di riordino dei Piani di Zona che abbiamo progressivamente portato avanti e che, con i recenti atti approvati dalla Giunta, raggiunge due obiettivi: da un lato mette a posto i progetti già avviati, tutelando i diritti dei cittadini e assicurando il completamento di servizi e opere pubbliche; dall’altro lato cancella i Piani di Zona ritenuti non più realizzabili”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

“Il lavoro svolto dalla Commissione Capitolina di indagine amministrativa sui piani di zona, di cui sono stato presidente, ha permesso di raccogliere ogni evidenza di cittadini, associazioni ed esperti di settore, per avviare le istruttorie da parte degli Uffici del PAU, in grado di garantire la legalità nel rispetto dei prezzi massimi con cui gli appartamenti dovevano essere venduti o locati agli aventi diritto. Un lavoro immane, per recuperare decenni di mancati controlli sulle violazioni della normativa di settore, che ha già consentito la revoca di molti comparti in tutti i 118 piani di zona del I e II Peep, quindi la fine delle varie tragedie familiari in cui gli inquilini assegnatari erano addirittura finiti sotto sfratto da parte degli operatori e cooperative inadempienti, nonostante avessero già pagato ben oltre il dovuto. Un lavoro che ha garantito la bocciatura di ogni ricorso presentato dagli operatori, e che sta proseguendo nei tempi che servono proprio a contrastare eventuali ricorsi anche per tutti gli altri comparti ancora da revocare”, dichiara il vicesindaco con delega alla Città in Movimento Pietro Calabrese

"Si tratta di azioni concrete e integrate perché il tema dei piani di zona comporta diversi livelli di azione, oltre a essere rimasto irrisolto per anni. Agire su tre fronti - legalità, completamento, cancellazione e rimodulazione dei piani - è il risultato di un intenso lavoro di Assessorato, Commissione capitolina e uffici per tutelare da un lato il nostro territorio ripensando programmi che rispondano ai bisogni attuali, alle finalità della norma, ai principi di rigenerazione urbana e contenimento del consumo di suolo di cui tutti oggi parliamo; dall’altro garantire il diritto all’abitare in spazi dotati di servizi che restituiscano dignità a parti oggi incomplete di città", sottolinea l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori.

“Il percorso che abbiamo intrapreso ha puntato sin da subito a mettere ordine e ricostruire vicende annose e spesso molto intricate, con due grandi obiettivi, quello di pretendere il rispetto degli obblighi convenzionali e garantire i diritti della cittadinanza. Questo lavoro riporta al centro di tutta l’azione politica la salvaguardia dell’interesse pubblico all’interno dei piani di zona, da una parte con il ripristino della legalità e il completamento di opere e servizi ancora mancanti, dall’altra il contrasto alla densificazione voluta dalle precedenti Amministrazioni e rivelatasi spesso solo un fallimento”, conclude il presidente della Commissione Urbanistica Carlo Maria Chiossi.