Bambini, dalla quarantena all'estate: cosa ci hanno insegnato e cosa serve ora - il sondaggio di FABA

Si è chiuso un ciclo, quello del lockdown e della timida “fase 2”, e si apre una riflessione costruttiva su quello che è rimasto di questo periodo nella relazione tra bambini e mamme. Se lo è chiesto FABA, che lavora con i bimbi perché produce un raccontastorie pensato per loro, e ha indagato con un sondaggio sulla community di FattoreMamma[1] cosa le mamme hanno imparato dai loro bimbi in questo periodo, ma anche quali sono le necessità adesso e nell’estate che verrà… facendo i conti con una realtà ancora incerta.

Siamo impegnati nella divulgazione dell’importanza dell’ascolto e di coltivare giochi educativi, anche in un periodo come questo che stiamo attraversando. Viviamo in profondità la relazione tra mamma e bambino” commenta Veronica Balbi, responsabile marketing di FABA, il dispositivo audio che, con i suoi tanti personaggi sonori, riproduce storie e filastrocche. “Per questo, ci siamo chieste cosa di buono sia nato nella relazione genitoriale durante il lockdown, ma anche quali siano i bisogni dei bambini adesso e come si delinea l’estate 2020, tra paure e desideri”.

Cosa ci hanno insegnato i bambini tra quarantena e fase 2

Se c’è una cosa che i bambini hanno fatto riscoprire alle mamme in questo periodo è il valore della fantasia: “Ci siamo riscoperte compagne di giochi, abbiamo dato fondo alla creatività e questo tempo dilatato, forzosamente insieme, ci ha insegnato a conoscerli meglio anche sotto aspetti nuovi” ha sottolineato Balbi. “E’ quanto ci ha detto il 52% delle mamme”. Di questo periodo resterà anche una maggiore conoscenza dei propri bimbi anche sotto aspetti nuovi (38%), una maggiore resilienza (31%) e il grande insegnamento della pazienza.

Non tutto il male viene per nuocere quando si parla della relazione con i figli durante il lockdown: resteranno, infatti, anche nuove abitudini e nuovi “riti” che accompagneranno mamme e bimbi anche nei mesi a venire (42%). E soprattutto, resterà una relazione più solida, che esce rafforzata dopo aver attraversato insieme un periodo difficile (34%).

Durante la quarantena, le attività che maggiormente hanno dato supporto alle mamme nella relazione con i bimbi sono state tutte quelle da “fare insieme”: piccoli laboratori e attività creative, cucinare (43%), ma anche il gioco fisico (come ballare, rincorrersi) e tanto ascolto o lettura insieme. Il potere dell’ascolto è stata una piacevole scoperta per quasi il 20% delle mamme. E’ proprio durante l’ascolto che molte mamme vedono un momento di apprendimento e relazione importante: quasi il 50% dei bambini commenta o chiede spiegazioni di alcuni passaggi del racconto, il 40% studia con cura le immagini (se si tratta di un libro), mentre il 30% impara nuove parole e concetti anche astratti e per il 30% l’ascolto è un momento rilassante.

In attesa del “via libera” alla socialità!

Ora però quello che serve davvero ai bambini, secondo la maggioranza delle mamme (85%), è un ritorno alla socialità: giocare con altri bambini è fondamentale per la crescita e proprio la mancanza di scambi con altri bimbi è l’aspetto che più preoccupa per il benessere psicologico ed emotivo dei piccoli. In effetti, il 50% delle mamme auspicherebbe un rientro alla scuola materna o primaria, anche se fosse in forma diversa da come la conosciamo. Sono gli stessi bambini a chiedere di tornare a scuola, è il 50% ad esprimere questo desiderio. Non hanno invece bisogno di vacanza, almeno secondo le mamme: solo il 17% lo indica come una necessità in questo momento.

E se la mancanza di relazioni sociali con i coetanei è la maggiore preoccupazione (68%), non manca il timore per il mondo che verrà (40%): distanziamento sociale, lontananza dai nonni, mascherine per i piccoli, come sarà la scuola che verrà… e poi il timore per il contagio (34%), una paura che non abbandonerà le famiglie nonostante la riapertura.

E ora vacanze… o no?

E guardando all’estate, con asili e scuole chiuse, è il lavoro femminile a farne le maggiori spese: il 40% rinuncia a lavorare (usufruendo di ferie, congedi, cassa integrazione e altre forme), mentre il 27% farà affidamento sui nonni per poter lavorare; solo il 9% si affiderà a baby sitter.

E per le vacanze 2020, quello che proprio non può mancare secondo le mamme italiane è il mare (lo pensa il 50%), anche se per altrettante non importa tanto il “dove” ma il “come”, che deve essere in un luogo con aria pulita e ricco di attività all’aperto. Solo il 12% delle mamme sogna la vacanza in un resort con animazione e tanto divertimento. “Quello che per ora si delinea sono vacanze che definirei prudenti: il 41% resterà a casa e farà tante gite e attività all’aperto, mentre il 25% pensa di affittare una casa o residence, cercando di evitare luoghi affollati e chi potrà andrà nella seconda casa nella propria regione (11%) o fuori regione (17%)” conclude Balbi.

FABA

Il raccontastorie FABA, pensato e realizzato dall’azienda italiana Maikii per i bambini fino ai 7anni, è un dispositivo audio che riproduce fiabe, filastrocche e canzoncine avvicinandoli all’esperienza dell’audiolibro. L’idea nasce pensando al mangiadischi anni ’80 e dal modo in cui quel prodotto ha cambiato le abitudini dei ragazzi dell’epoca. FABA vuole tramandare l’importanza di alimentare l’immaginazione dei bambini attraverso un’evoluzione del tradizionale cantastorie. E’ un amico prezioso per i bambini, spesso molto digitalizzati, grazie alla varietà delle storie e dei Personaggi Sonori, all’autonomia nell’utilizzo e alla possibilità di manipolare il personaggio che si accompagna all’ascolto.

Marialuisa Roscino